La maggioranza consiliare PD, non concede la cittadinanza onoraria a Gratteri.

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Durante il Consiglio comunale del 20 maggio 2021, dopo un mese dallo scoppio dello scandalo sull’inchiesta Keu, il PD di Castelfranco di Sotto compie la sua prima mossa formale sulla vicenda.

Lo fa, rigettando la proposta di concedere la cittadinanza onoraria al Magistrato Gratteri e alla prospettiva di un invito al Magistrato di intervenire in un dibattito pubblico sul tema.

La proposta è stata fatta dal Consigliere Luca Trassinelli del Movimento 5 stelle, per dare un segnale simbolico di rigetto dell’ipotesi di un territorio asservito alla Mafia, sia per la cittadinanza che per tutto il comparto conciario e calzaturiero che si trova in estrema difficoltà in questa situazione, arrivata inoltre durante la crisi pandemica.

La mozione inoltre nasce dalla richiesta fatta dallo stesso Sindaco Toti, di appello a tutte le forze politiche di fare la loro parte per affrontare e provare a risolvere il problema che l’inchiesta Keu ha messo in luce.

Senza alcuna pretesa di merito, la richiesta è stata avanzata con la proposta di farne un atto senza simboli ma dell’intero consiglio comunale proprio per formare un fronte comune e compatto in questa battaglia che deve essere di tutti e non con un colore politico.

Invece, il PD di Castelfranco di Sotto dimostra, ancora una volta, come a guidarlo nelle scelte sia il pregiudizio sulla provenienza piuttosto che una valutazione oggettiva dell’idea o del risultato che si potrebbe ottenere. “Il quadro appare chiaro”, ascoltando le motivazioni addotte al diniego, che vanno dalla “semplificazione del problema” alla “scorciatoia”, a frasi tipo “abbiamo già in atto iniziative con tutte le parti interessate”,

Siamo veramente rattristati di questa visione della problematica e quindi nel dissociarci, vogliamo dire alcune cose direttamente al PD che giuda l’Amministrazione del Nostro Comune.

Per prima cosa, ricordiamo a tutti che, in questa inchiesta, sono coinvolti proprio e solo amministratori del PD locale e regionale. Pertanto pare a dir poco illogica, la caparbietà di risolverlo da soli, in silenzio e come impegno di partito. Soprattutto mentre in questo mese, il PD regionale, ben poco ha detto e soprattutto fatto concretamente in merito, se non rinnovare la fiducia nei loro rappresentanti e chiedere le dimissioni delle parti imprenditoriali coinvolte.

Secondo aspetto, vorremmo ricordar loro che la lotta alla mafia non ha coloree che va portata avanti in modo corale da tutte le parti oneste e sane della società.

In questa situazione, la decisione del PD in Consiglio Comunale rischia di dare un messaggio opposto su quanto accade nel nostro territorio e sul rapporto con fenomeni mafiosi e se non peggio di fornire terreno fertile alla proliferazione di tali problemi, invece di combatterli.

Questo atteggiamento appare arrogante e insieme mostra tutta la paura e l’inadeguatezza di una classe politica che teme di perdere il controllo di un sistema che da sempre governa con l’illusione dell’infallibilità. Quando, sono proprio la paura e la mancanza di una diversa prospettiva, gli strumenti che la Mafia sfrutta, per muovere i suoi tentacoli.

Infine pensiamo che non sia questa la risposta che i lavoratori e le aziende di questo territorio meritano, che oggi più che mai avrebbero bisogno di una Azione Politica Matura, scevra di protagonismi e capace di andare oltre agli interessi partitici.

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