CREDERE NEL FUTURO

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Per i tempi e modi in cui nasce questa iniziativa, si ha chiara impressione di una sparata da campagna elettorale piuttosto che di un progetto ben organizzato.

 Il nostro centro può ripopolarsi e tornare a vivere solo se i cittadini credono nel futuro del loro paese.” (G.Toti). Ecco una bella frase assolutamente condivisibile ma, del tutto anacronistica quando a pronunciarla è il sindaco di Castelfranco Di Sotto.

Provate a chiedere cosa ne pensano ai cittadini. Per capire in quante persone credano nella iniziativa, basta dare uno sguardo ai primi commenti sui social all’uscita della notizia.

Come il buon giorno lo si vede dal mattino, sarà molto difficile riscuotere successo, quando appunto manca la materia prima: “i cittadini”

Il progetto è nobile ma estremamente complesso e non ci si può svegliare di botto dal niente e in quel modo, impegnare migliaia di euro,  in verità, troppo pochi per lo scopo da raggiungere.

Le realtà comunali dalle quali sono stati “copiati” i progetti, hanno impiegato anni per preparare il terreno e si trovavano a partire in migliori condizioni rispetto a noi. Non si può pensare di buttare 50.000 euro a pochissimi mesi dalla fine di un mandato amministrativo quando non si è stati capaci di preservare ciò che avevamo.  Le 5 cessazioni di attività dei mesi scorsi ne sono la testimonianza, senza parlare dei negozi chiusi negli anni passati. Quando l’amministrazione ha ignorato tutte le proposte, convinta di sapere tutto e di fare già tutto in modo più che perfetto. Come quando dopo il pop-up del 2014, qualche attività si era avvicinata e attendeva una qualche risposta per “venire” ad investire da noi. Era in quel momento che il Sindaco e l’Assessore dovevano agire e magari proporre il progetto attuale. I fatti avrebbero dimostrato che stavano lavorando per il bene del nostro centro storico e non per l’obiettivo di propaganda elettorale.

Vorremo tanto sbagliarci ma adesso riteniamo che il nostro centro storico non sia stato preparato per accogliere il progetto presentato. Questo perchè per prima cosa, il Comune avrebbe dovuto occuparsi di mantenere il centro in modo più rigoroso, disciplinato, pulito e sicuro, dando la dimostrazione di crederci e non fare come un ricco viziato che tenta di comprarsi la felicità con i soldi, per di più non propri.

A quel punto, poteva dedicarsi ad allargare il progetto mirando al coinvolgimento del tessuto economico e associativo. Un progetto così sviluppato, avrebbe dovuto avere la partecipazione del più ampio numero possibile di attori: persone, categorie, associazioni, enti del territorio con incentivi per tutti.

Infine, concedeteci una nota di perplessità in più. A coadiuvare l’amministrazione nel progetto, ritorna a Castelfranco, la società SIMURG CONSULENZE E SERVIZI SNC, dopo aver curato il percorso partecipativo di integrazione razziale denominato “TUTTI AL CENTRO”. Ricordiamo bene che ancora oggi, manca la presentazione dei risultati finali del percorso, tra cui il regolamento e la messa in atto di un forum di partecipazione legato al centro storico.

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