Interpellanza riguardante minestra con vermi servita dalla mensa scolastica

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Interpellanza mensa

Il 16 Novembre 2018, in realzione alla vicenda dei Vermi nella minestra della Mensa scolastica abbiamo inviato una interpellanza per la discussione in Consiglio Comunale.

La interpellanza sarà discussa nella seduta del 30 novembre 2018.

Ecco il testo della interpellanza

INTERPELLANZA SU PASTI AVARIATI SERVITI AI BAMBINI DELLA MENSA SCOLASTICA

Ai sensi dell’art. 5 e art.46 del regolamento per le adunanze del Consiglio Comunale

 

 

Oggetto: VERMI NEL FARRO ALLA MENSA SCOLASTICA.

 PREMESSO CHE

Apprendiamo dai social e dai media in tarda serata del giorno 14 Novembre della problematica avvenuta durante il pranzo servito ai bambini delle scuole elementari e dell’infanzia di Orentano e Villa Campanile.

La stampa descrive la presenza di larve e vermi nella minestra di farro servita ai bambini e documenta tale notizia con una foto del tutto inequivocabile.

Ci risulta che anche i genitori dei bambini che frequentavano le scuole in questione non siano stati informati dell’accaduto all’uscita dalle maestre ma invece lo abbiano appreso dai media e propagata poi via social solo in tarda sera;

Registriamo la logica indignazione del Sindaco e la conseguente informativa verso l’Azienda Speciale Servizi Pubblici Locali che gestisce il servizio per conto del comune e l’ASL di competenza.

Registriamo anche un calendario ben preciso con la programmazione dei pasti che vengono serviti nelle scuole

L’art.43 – “Controlli “ del capitolato della refezione mensa sottoscritto tra comune/ASSPL e CAMST recita: “L’ASSPL ed il Comune di Castelfranco di Sotto si riservano il diritto di procedere, avvalendosi di proprio personale dipendente o di tecnici incaricati, a controlli sulle modalità di conduzione del servizio, sulla pulizia dei locali e sul controllo delle derrate e dei pasti sia in cucina che nei locali di distribuzione.

L’ASSPL ed il Comune di Castelfranco di Sotto si riservano inoltre la facoltà di controllare in ogni momento che il servizio si svolga sempre secondo standard e modalità prefissati nel presente Capitolato e nel Piano di Autocontrollo redatto dall’impresa. “

PER QUANTO PREMESSO CHIEDIAMO

  • Perché non sia stata immediatamente chiusa la mensa in attesa dell’intervento delle autorità al fine di accertare la causa scatenante della contaminazione, questo a tutela di tutti gli addetti i responsabili ma soprattutto degli utenti in questo caso dei bambini che in quanto tali dovrebbero avere una attenzione in più;
  • Perché non è stato neppure sospeso il servizio il giorno seguente 15 novembre, considerato che questa è la prassi nei locali gestiti da privati, fintanto che non si fosse accertato scientificamente e rimosse  le cause della infestazione;
  • Perché, vista la sua profonda ira ed indignazione ed il suo ruolo di garante della salute dei cittadini nonché per tutelarsi contro eventuali ipotetiche frodi non abbia provveduto ad esporre i fatti anche al Nucleo Anti-Sofisticazione dei carabinieri, salvo che non lo abbia fatto e non comunicato alla stampa;
  • Perché in base al menù a scalare per mercoledì 14 novembre, rispetto a quanto era previsto, è stata cambiata la portata ed è stata servita la minestra di farro che invece era nel menù del lunedì 12;
  • Se sono stati fatti quei controlli, in base all’art. 43 del capitolato, quando e con che cadenze, esiste un registro dove vengono appuntati o raccolti i verbali con gli esiti di tali verifiche;
  • Perché ancora oggi sulla pagina istituzionale del comune, particolarmente aggiornata e attiva negli ultimi tempi, in cui si mostra ai cittadini foto con continui e stravaganti tagli di nastri e si tessono lodi per quanto operato, non si siano state fornite notizie sull’accaduto e su che cosa si stava facendo onde evitare “il tiro al piccione” che si è scatenato via social;
  • Infine intendiamo soprattutto conoscere che cosa intenderà fare l’Azienda Speciale, ricordiamo totalmente partecipata dal comune, e quindi di conseguenza il Sindaco nei confronti della Camst, e di ragioni ne abbiamo da vendere.

Prima di  tutto ovviamente per questo episodio;

Per altre la qualità del cibo non sempre eccelsa, in merito a questo abbiamo avuto molte segnalazioni dai genitori dei bambini e ve lo abbiamo spesso fatto presente nelle discussioni consiliari relative all’ASSPL;

Per il costo non proprio concorrenziale rispetto ad altre realtà limitrofe come già avevamo segnalato alcuni anni fa dopo un indagine effettuata su alcune realtà limitrofe;

Magari adesso può anche spiegare perché il comune in base ai dati di bilancio versa alla ASSPL la somma di 450.000 ca. annuo a fronte di un costo invece sostenuto a quest’ultima di 400.000 ca.

 

Dopo tutto ciò credete che ancora non sia venuto il momento di rimettere in discussione questo servizio, valutare cosa offre il mercato ed interrompere i rapporti con quell’azienda che in base anche ad alcuni articoli apparsi giusto ieri sulla stampa pare avere più interessi al profitto che alla qualità del proprio lavoro?

Gruppo Consiliare Movimento 5 stelle

Consiglieri comunali

Cristina De Monte

Luca Trassinelli

 

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