Dopo l’ultimo incendio occhi puntati sulla Waste Recycling

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Procedono a ritmo serrato i lavori della “commissione d’inchiesta in merito alle discariche sotto sequestro e al ciclo dei rifiuti”, presieduta da Giacomo Giannarelli (M5s). Anche alla luce delle conclusioni contenute nel secondo rapporto annuale sui fenomeni di criminalità organizzata e corruzione in Toscana (presentato in Consiglio regionale il 23 ottobre scorso), in cui la nostra regione figura come crocevia nel traffico illecito di rifiuti, soprattutto speciali, la seduta di mercoledì 31 ottobre alle 14.30, è stata occasione per aprire un “focus sulle infiltrazioni criminali nel ciclo dei rifiuti” anticipa Giannarelli.
 
Il tema rientra nel capitolo reati e illeciti ambientali, ecomafie e disciplina relativa al sequestro, parte integrante del programma di attività approvato lo scorso 18 luglio. Non a caso agli atti della commissione figura la sezione Toscana del “documento estratto dalla relazione conoscitiva della commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati”.
 
All’ordine del giorno di mercoledì prossimo, quindi, l’incontro con Legambiente Toscana, fondazione Caponnetto e Noe, il Nucleo operativo ecologico dei carabinieri che appena lo scorso 10 ottobre ha messo i sigilli a due impianti industriali toscani (Sesto Fiorentino e Cerreto Guidi) e sequestrato 850 metri cubi di rifiuti che venivano gestiti in modo illecito. In commissione ci sarà anche Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale che il 14 giugno scorso ha presentato la diciassettesima edizione del Rapporto rifiuti speciali all’interno del quale sono stati riportati i dati 2016 sulla produzione e gestione di quelli non pericolosi e pericolosi, a livello nazionale, regionale e per la gestione anche a livello provinciale, e sull’import/export.
Parallelamente al focus sulle ecomafie annunciato da Giannarelli, continuerà l’attività di indagine e verifica sul campo della commissione già iniziata con la visita alla Revet del 10 ottobre scorso. Il presidente anticipa infatti sopralluoghi nelle tre discariche che hanno subito sequestri (Cannicci, Cassero e Rimateria),  ma anche verso impianti che “sembrano avere molti problemi” dichiara citando l’incendio alla Waste Recycling Spa di Castelfranco di Sotto lo scorso 27 settembre, o su cui si stanno “consumando operazioni di cessione di quote che comprometterebbero la maggioranza pubblica”. E il riferimento è al rischio imminente di vendita del secondo pacchetto azionario della società ex Tap di Piombino (Li).
 
Sempre mercoledì, si è svolto l’incontro con Valter Rizzo, giornalista e scrittore che per la Rai ha curato il reportage “Toscana Nostra”  e raccontato gli interessi mafiosi attorno ai lavori delle discariche dei rifiuti. “Sul tavolo restano gli obiettivi sempre dichiarati – rileva ancora Giannarelli – l’analisi dei 2,3 milioni di tonnellate l’anno di rifiuti solidi urbani prodotti nella nostra regione, ma anche i 9 milioni di tonnellate l’anno di rifiuti speciali dei distretti produttivi.  Tra l’altro, è notizia di ieri (25 ottobre ndr) l’emergenza pulper in Lucchesia che ci riporta al ritardo del Piano regionale sui rifiuti”.

Articolo Arpat: http://www.arpat.toscana.it/notizie/comunicati-stampa/2018/incendio-alla-waste-recycling-di-castelfranco-di-sotto-pi

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