UN’ALTRO INCENDIO ALLA WASTE

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26 settembre 2018: incendio alla Waste recycling!

Dal 2008 ad oggi, ci sono stati ben 5 incendi, innescati nei capannoni di stoccaggio o in altre parti dell’impianto. Con una media di un incendio ogni due anni, la ditta fa registrare anche questo “primato” per il territorio di Castelfranco. Il primo incendio che ricordiamo risale a novembre 2008,  il secondo a luglio 2011 il terzo agosto 2015, il quarto settembre 2016 e l’ultimo (speriamo) settembre 2018, (anche se potrebbero esserci stati altri episodi in precedenza al 2008).

Anche dopo questo ultimo episodio, ci sono subito state le ennesime rassicurazioni dell’ARPAT e delle autorità intervenute. In sostanza, visto che non ci sono state segnalazioni particolari per i fumi o di maleodorante a seguito dell’incendio, sembra che non ci sia niente  di cui preoccuparsi per gli abitanti della zona e nessun accorgimento precauzionale da adottare.

Con questo non vogliamo accusare ARPAT, ma noi un po’ di preoccupazioni per la salubrità dell’aria ce l’abbiamo e ci aspettavamo un’azione un po’ più incisiva e quanto meno una reportistica basata sui dati oggettivi delle centraline di rilevamento poste nella zona e nella ditta stessa. La serata era anche abbastanza ventosa e i fumi si sono dissolti  nell’atmosfera rapidamente ma in molti hanno avvertito gli odori dell’incendio, specialmente nella zona ad ovest della ditta.

Sono anni che i cittadini segnalano maleodoranze in quella zona, ricevendo sempre le stesse risposte e senza veder miglioramenti sostanziali  nellla qualità dell’aria. La mancanza di segnalazioni, in quella serata, non è indicazione di assenza di particolari odori, ma è semplicemente frutto della rassegnazione. Chi, ripetutamnete sente “puzzo”, forse non ha  molta fiducia  che le proprie segnalazioni possano indurre qualche cambiamento.

Ci preme sottolineare, che l’incendio si è sviluppato in una azienda che tratta rifiuti speciali pertanto, non può valere il semplice ragionamento assenza di segnalazioni, implica assenza di problematiche.

Tutti gli eventi che abbiamo citato sono come campanelli di allarme, fino ad oggi la sorte ha voluto che si risolvessero con molti disagi ma senza gravissime conseguenze. Questo però non deve essere un giustificativo per continuare nello stesso comportamento.

In una nota a mezzo stampa abbiamo letto che alla domanda di spiegazione sul tipo di materiali andati a fuoco, i vertici della Hera, proprietaria dell’impianto, ha risposto dicendo che devono approfondire … ci dispiace ma questo non rassicura sulla metodologia di lavoro adottata nell’impianto.

Così come non è accettabile che eventi di questa portanza si verifichino così ripetutamente, a pochi mesi di distanza l’uno da l’altro e con le stesse cause e dinamiche. Tutti sappiamo che la gestione in sicurezza di un impianto significa soprattutto mettere in atto azioni volte alla prevenzione di un evento dannoso. Dato che i vari eventi dimostrano oggettivamente come l’attuale sistema di prevenzione non abbia centrato l’obiettivo, ci sembra importante che, da parte delle autorità competenti alla prevenzione incendi e alla sicurezza del lavoro, sia chiesto all’azienda di migliorare i protocolli sulla sicurezza e allo stesso tempo di effettuare maggiori controlli e verifiche sulla loro corretta applicazione, sia di giorno che di notte.

 

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