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Consiglio comunale a Castelfranco di Sotto

Dopo la pausa feriale, mercoledì 19 Settembre c’è stato il Consiglio Comunale che alla fine ha visto dimezzarsi i punti rispetto all’odg iniziale

Già durante la commissione del lunedì, funzionale al consiglio, per la trattazione della convenzione per l’affidamento all’ ASSPL del servizio Punto Informativo Unitario, ai colleghi presenti in riunione abbiamo fatto notare l’indecenza con cui era stata scritta la convenzione.

Sorvolando sulla grammatica e le imprecisioni (che sono frequenti negli allegati delle delibere), il documento presenta delle palesi omissioni, gravi refusi tecnici ed enormi contraddizioni (vedi allegato).

A seguito di ciò abbiamo registrato una vibrante irritazione del sindaco, nonché l’imbarazzo del Ragioniere Capo, che goffamente cercava di dar spiegazione a l’inspiegabile.

Quello che è altrettanto grave è che anche la precedente convenzione scaduta lo scorso 31/12 presentava gli stessi refusi.

In seduta, il sindaco ha preferito ritirare il punto, in quanto, il pasticcio non era stato riparato in tempo.

Altra questione è stata l’approvazione del regolamento per l’uso della nuova area di sgambamento dei cani in via Pio La Torre. Siamo favorevoli sia alla struttura che al regolamento che ne disciplina l’uso, mentre invece siamo contrari alla ubicazione scelta. Riteniamo la zona troppo in prossimità di abitazioni civili, con possibilità di disturbo agli abitanti e non ci piace decisamente, la riduzione e limitazione di uno spazio di parco pubblico, che era diversamente destinato.

Siamo altrettanto contrari, alla procedura che questa amministrazione ha voluto adottare per la realizzazione del progetto, rinunciando ad affidarla ad una onlus di volontari di Castelfranco a costo zero o quasi preferendo la realizzazione in proprio e stanziando a ciò 22.000 euro. Ma chi avrebbe fatto la foto per l’inaugurazione?

La nomina del revisore avviene per estrazione prefettizia, per cui non c’è niente da segnalare. Il  nuovo Revisore avrebbe manifestato l’intenzione di partecipare anche ad alcuni consigli comunali che lo competono, cosa che non era mai accaduta negli ultimi tre anni di consiglio.

A questo punto, siamo intervenuti con delle importanti osservazioni sulla procedura che riguardava la modifica del regolamento di monetizzazione di standard a parcheggio per le aree residenziali B2 con proposta di estensione alle aree produttive D.

Nel Regolamento urbanistico comunale, la possibilità di monetizzazione è contemplata solo per le aree B2 perché comunque questa facoltà porta un possibile peggioramento della fruibilità da parte degli abitanti. Pur essendo una facoltà, non è comunque una cosa su cui muoversi allegramente.  Le perplessità riguardo l’efficacia ed i rischi derivanti dalla monetizzazione degli standard, sono argomenti molto discussi in campo tecnico ed spesso la giurisprudenza è intervenuta nella questione.

Spiegando in estrema sintesi, la monetizzazione delle superfici a parcheggio derivante dall’applicazione degli standard, come precisato delle Norme tecniche di attuazione NTA del Regolamento urbanistico, viene consentita nei tessuti edilizi ove è stata ritenuta sostenibile, questo perché precedentemente necessità di una analisi di ogni tessuto edilizio, con una valutazione dei possibili effetti prodotti dal mutare dei carichi urbanistici o comunque della possibilità che si abbia variazione dei carichi urbanistici.

Quindi se per alcune aree, nelle NTA del RU, non è specificatamente contemplata la possibilità di monetizzazione, occorre andare molto cauti.

Inoltre, il procedimento proposto va ancora più al limite perché per le aree D, le zone produttive quindi, si intende prevedere la possibilità di monetizzare tutti gli standard urbanistici, parcheggi e anche il verde pubblico e gli spazi di interesse collettivo. Quindi capiamo bene che sulla carta, questa prospettiva apre a delle possibilità che possono in teoria creare un cambiamento sostanziale dei CARICHI URBANISTICI di tali zone.

A nostro parere, senza modifica del RU e senza correlare la procedura di opportuna valutazione, la maggioranza affrontava questa operazione con troppa leggerezza.

Abbiamo chiesto di procedere con prudenza per l’interesse collettivo, che passa anche dal mantenimento dei parametri urbanistici definiti per legge e garantiti dalle corrette procedure che portano alla redazione di un RU.

C’è poi da aggiungere che l’ultima versione del Regolamento urbanistico è stata fatta nel 2014, da una maggioranza dello stesso colore di quella attuale. La mossa di questo momento sembra proprio voler disconoscere le proprie scelte di un tempo senza il coraggio di farlo apertamente….

Dopo la nostra esposizione, il Sindaco, ha quindi proposto di portare il punto in commissione per una ulteriore trattazione, con il diktat di interrompere gli interventi. Pertanto, appena accolta la “proposta”: ci siamo visti togliere democraticamente la parola e la seduta è stata chiusa.

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