Bilancio previsionale 2018: ancora tante promesse e poca equità

Vota

Martedì 27 marzo 2018 in Consiglio abbiamo discusso i documenti del bilancio di previsione del 2018.

A onor del vero, per due ore circa abbiamo dovuto ascoltare il Sindaco e la Giunta fare osservazioni sui risultati delle elezioni politiche del 4 marzo,  poi fare discorsi propagandistici di tutte le cose fatte dalla giunta in questi anni. Per la prima parte traspariva tutta la preoccupazione per il futuro politico degli intervenuti e per la seconda, vi era accurata omissione dei vari fallimenti di questi anni, fallimenti che a volta hanno generato anche perdite economiche.

Tutte cose che poco avevano a che fare con il bilancio di previsione e con una amministrazione che si pone al servizio delle esigenze dei Cittadini. Noi pensiamo che proprio in questo modo di essere, stia il sunto dello scarso risultato elettorale.

Sinceramente poco ci importa di loro e delle loro paure, ma il problema fondamentale è che nonostante tutto non sono disposti a cambiare atteggiamento o a ascoltare proposte.

Ne è un esempio lampante quanto accaduto per l’addizionale IRPEF. L’aliquota è allo 0,8%, il massimo consentito per legge senza scaglioni ed è così da anni ormai, senza modulazioni o ridimensionamenti in questo periodo di crisi. La novità sbandierata questo anno è lo spostamento della  soglia di esenzione da 10000 € a 11000 € per pensionati e lavoratori dipendenti mentre resta invariata quella degli autonomi. Per gli autonomi abbiamo richiesto lo stesso trattamento in nome di una maggior  equità. Nessuno ci ha risposto o ha considerato la cosa né in commissione, né in consiglio, limitandosi a dire che hanno accettato la richiesta che veniva dai sindacati. Ci devono ancora spiegare perché un lavoratore autonomo che ha reddito di 11000 € deve considerarsi più ricco di un lavoratore dipendente di pari reddito. Considerando poi che nel nostro comune la cifra di 10000 € di reddito minimo per il pagamento dell ‘IRPEF non funge da franchigia, per cui sopra quella soglia di reddito si applica l’aliquota su tutta la cifra non solo la parte eccedente come sarebbe più corretto. In sostanza è una delle tante tegola che cadono sulla teste delle famigerate partite IVA e autonomi, categorie bistrattate e per niente tutelate nel mondo del lavoro.

Questo è l’impostazione della nostra amministrazione: forte tassazione poco equa, atteggiamento di chiusura a suggerimenti ma tanta propaganda di equità e tante promesse poco concretizzate a conti fatti.

Negli anni poco è cambiato e ormai siamo consci che è inutile intraprendere lunghe discussioni in consiglio, come facevamo in passato.

Nei documenti c’erano molti errori materiali e molte mancanze:

1) mancavano i documenti relativi alle tariffe dei servizi a domanda individuale di cui sono riportati solo i costi complessivi e le percentuali di coperture. Gli assessori dichiarano di non aver aumentato le tariffe ma tali dati non sono visibili a bilancio per cui nessuno può verificare. Le tariffe sono deliberate in giunta con delibera 36 del 23/02/2018 e nonostante nel documento sia scritto che i documenti saranno allegati al bilancio, questi documenti mancano. A nostra domanda diretta sul perché nessuna risposta arriva.

2) non è presente la predisposizione del piano triennale della razionalizzazione e riqualificazione della spesa così come prevede la legge: art. 16 comma 4 DL 98/2011. Questa mancanza la certifica il revisore nel Parere dell’organo revisore a pag. 14.

3) ci sono molti errori materiali in tabelle e i documenti sono inoltrati due volte per correzioni e infine recano comunque delle pagine con cancellature.

Per quanto riguarda il documenti di programmazione (DUP): molti lavori previsti in realizzazione per il 2018, erano indicati come eseguiti nel 2017  nel bilancio previsionale del 2017. Infatti il DUP dello scorso anno aveva le stesse indicazioni per la casa della salute, il progetto pedibus e i lavori per il cimitero che adesso sono indicati in realizzazione per il 2018. E la stessa cosa era accaduta l’anno precedente ancora. Ogni volta nel previsionale si da un programma delle opere che non è mantenuto e l’anno seguente lo stesso programma è semplicemente replicato.

Unica nota positiva questo anno è stato l’accoglienza del nostro emendamento dell’anno passato, per adeguare il calcolo della tariffazione Tari alle utenze in modo più corretto in caso di cambio di componenti nucleo familiare. Per questo motivo, abbiamo espresso parere favorevole al regolamento della tariffazione Tari.

Per il resto il nostro voto è stato contrario a tutto il bilancio sia per la forma che per la sostanza della documentazione.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *