Il crocifisso della discordia

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A seguito delle polemiche dopo la bocciatura della mozione della Consigliera Aurora Rossi di reintrodurre il crocifisso in aula consiliare, vogliamo anche noi esprimere in modo pacato un pensiero in proposito.

Siamo un movimento laico e lo vogliamo essere nel senso più ampio del termine, ovvero nel rispetto del pensiero di tutti, da noi si trovano infatti persone di tutte le estrazione, sia credenti che atee. Casaleggio non era credente ma ha voluto che il m5s nascesse un 4 ottobre perché festa di S. Francesco, il povero che rivoluzionò la Chiesa del suo tempo. Per questo non sentiamo la necessità di rinnegare 2000 anni della ns storia, si dialoga benissimo portando i propri simboli e le proprie idee, è così che ci si arricchisce culturalmente, umanamente e talvolta anche economicamente.

Così è stato nell’interscambio culturale avvenuto fra mondo islamico e cristiano nei primi secoli del Medio Evo, pur fra scontri purtroppo talvolta cruenti, la nostra società si è culturalmente arricchita senza bisogno di rinnegare la propria fede cristiana.

Come non possiamo poi non ricordare, che oggi non esisterebbe l’Europa che conosciamo, pur con tutti suoi difetti, se non ci fossero stati S. Benedetto e S.Colombano che con i loro monaci unirono barbari e romani in un unico popolo con l’annuncio semplice e disarmante del messaggio cristiano. Inoltre, per secoli mantennero viva la nostra cultura greco-latina dentro le mura dei monasteri, arricchendola con il pensiero cristiano e le conoscenze che venivano dal mondo arabo, tramandandola di generazione in generazione. Senza di loro tutto questo sapere sarebbe andato perso con danni immensi e irreparabili per l’umanità intera.

Quindi non concordiamo per niente con la rocambolesca e sconclusionata ricostruzione storica fatta dal capogruppo del PD in aula consiliare, forse era per giustificare la loro abiura della croce.

Il crocifisso è il simbolo della nostra cultura religiosa ed è un messaggio di totale accoglienza, per cui non vediamo come possa disturbare chi viene accolto nel nostro paese. Chiediamo solo di rispettarlo, come noi rispettiamo i simboli di altre religioni quando andiamo nei loro luoghi di culto e non. Esporlo è per noi un modo di esternare la nostra tradizione bi-millenaria di cui ne siamo sempre figli.

Teniamo a precisare che il nostro voto a favore della mozione è stato frutto di una votazione interna, in cui siamo stati tutti concordi sul fatto che la presenza di un crocifisso in un luogo pubblico non disturba affatto la sua indipendenza. Pur rispettando chi la pensa diversamente, in questo caso siano solidali con chi non vede in questa presenza un attacco alla laicità del potere civico.

Chiudiamo con un pizzico di ironia che non guasta mai, ma voi, che volevate darci ad intendere di essere gli eredi del partito dei lavoratori: che fastidio può darvi un povero carpentiere crocifisso dal potere imperiale e su istigazione del potere religioso? Forse è il caso che come partito pensiate di più alle famiglie che non arrivano a fine mese, che a toglierci i nostri simboli.

 

 

 

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