Conviene affidare il servizio PIU all’esterno?

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Il PUNTO UNITARIO PIU

In Consiglio Comunale è arrivata nuovamente in discussione la proroga di affidamento del Servizio Punto Informativo Unitario alla Azienda Speciale per l’anno 2017.La scelta non riguarda la validità del servizio ma la convenzione di affidarlo alla Azienda Speciale, con una certa organizzazione del servizio ed un costo a carico del Comune e quindi di tutta la collettività.

Siamo contrari a tale affidamento per motivi legati alla convenzione che sono risultati analizzando oggettivamente il problema.

La convenzione è per 20.50 ore di lavoro della operatrice di cui: 14.50 al pubblico e 6 ore di lavoro non al pubblico.Il costo complessivo è di  31.212, 48 € che corrisponde al costo del personale € 25.584,00 oltre iva al 22% (corrispondente a 6000€ circa che letteralmente va buttata, dato che il Comune non può recuperare IVA) con un costo orario del servizio, pari ad euro 24,00.

– Punto primo

Nei documenti troviamo la frase:

“Rilevato come l’Azienda Speciale Servizi Pubblici Locali abbia prodotto una relazione descrittiva dell’organizzazione del servizio settimanale, proponendo 14,50 ore di front office e 6,00 ore di back office, e dall’individuazione del costo orario del servizio, pari ad euro 24,00”

La convenzione così come è organizzata è frutto di una proposta della azienda a seguito di una relazione descrittiva che non viene fornita. In assenza di dati oggettivi riguardanti l’afflusso al servizio o l’andamento temporale di tale afflusso, come è possibile valutare l’adeguatezza del numero di ore proposto per il servizio?

– Punto secondo

Nel parere del revisore e nel testo dei documenti sono riportati altri particolari

“Parere del revisore: 1- dato atto che la valutazione di efficienza, efficacia ed economicità non può prescindere dalla circostanza che l’apertura al pubblico del suddetto servizio deve essere garantita anche in orari pomeridiani e serali, pena la mortificazione delle aspettative dei cittadini; 2 – preso atto che l’apertura al di fuori degli orari ordinari di lavoro dei dipendenti Comunali non può essere assicurata dal personale attualmente in forza nell’Amministrazione;…. “

Nella discussione e nei documenti la motivazione della scelta di affidamento esterna al comune è spiegata con la maggior flessibilità ed ampiezza degli orari di apertura al pubblico della azienda speciale rispetto al comune. In particolare è sottolineato come l’apertura al pubblico del servizio deve essere garantita anche in orari pomeridiani e serali. In sostanza si indica come l’Azienda speciale disponga di maggior disponibilità di orari di apertura al pubblico rispetto agli uffici comunali.

Vediamo quali sono gli orari previsti per apertura al pubblico del servizio, proposti dall’azienda speciale, accettarti dalla amministrazione e non riportati nella convenzione.

Anche in questo caso: come è possibile indicare una maggior flessibilità di orario quando gli orari non sono indicati?

I consiglieri comunali chiamati a decidere l’affidamento di un servizio (con il relativo costo), sono forniti degli adeguati strumenti per capire come questo servizio è organizzato?

L’argomento è stato trattato anche in commissione ma, a parte dire che il servizio serve, la descrizione degli orari non è stata data nello specifico.

Per reperire gli orari di apertura del PIU, siamo dovuti ricorrere al cartello posto fuori dell’Ufficio PIU, mentre quelli degli Uffici Comunali sono fortunatamente reperibili anche online.

Ecco lo schema delle aperture:

  PIU COMUNE
  UFFICIO URP, ANAGRAFE, PROTOCOLLO ALTRI UFFICI
Lunedì 10-13 9-13 9-13
Martedi 10-13 9-13
Mercoledi 9-13 9-13
Giovedi 10-13

15.30-18.00

9-13

15.30-17.30

9-13

15.30-17.30

Venerdi 10-13 9-13
Sabato 10-13 9-13 9-13
       
ORE TOTALI 14,50 26 18

Ricapitolando:

1) Ampiezza di orari

-il punto PIU è aperto al pubblico per 14.50 ore mentre gli uffici comunali sono aperti per 18 ORE ad eccezione degli uffici Protocollo, URP e Anagrafe che sono aperti per ben 26 ore!

2) Distribuzione delle ore

Le mattine di apertura al pubblico: 5 per il PIU, 4 o 6 per il Comune in relazione agli uffici.

Da rilevare come il Comune apre alla 9 del mattino mentre il PIU apre alle 10.

Il punto PIU ed il Comune sono aperti entrambi 1 solo pomeriggio a settimana con solo 1/2 ora di differenza in favore del PIU.  

 Quindi la mancanza di ore mattutine di apertura e la mezz’ora pomeridiana del giovedì pomeriggio, spiegano le affermazioni di efficienza di efficacia e di flessibilità di orari indicati nel documento che è portato in discussione?

Noi pensiamo di no. In conclusione il discorso non quadra sia in termini di economicità per la perdita della IVA e in termini di orari e aperture più ampie.

– Punto terzo

Se il servizio fosse svolto da personale comunale: quanto costerebbe alla collettività?

Primo punto a favore: non dovremmo pagare l’IVA per cui i 6000€ “persi”, tornerebbero tutti in libera disponibilità del Comune per questo servizio o per altri.

Secondo punto a F: gli orari

Immaginando di impiegare un dipendente a tempo pieno avremmo 36 ore dedicate al servizio, con gli orari di apertura al pubblico che potrebbero essere pari alle 18 o alle 26 ore degli altri Uffici Comunali. In ogni caso avremmo maggiori orari di apertura al pubblico ed anche di lavoro complessivo ricordando come gli orari del PIU adesso sono di 20 ore complessive di cui 14,50 al pubblico.

Il punto critico della richiesta è il costo e la disponibilità del comune ad assumere personale.

Per fare questa analisi abbiamo chiesto il costo del personale comunale di Fascia C e D (corrispondente a diplomati e laureati) agli uffici ma tale risposta non è arrivata in tempo per il consiglio comunale (a dire il vero l’attendiamo ancora oggi, ennesima dimostrazione della trasparenza e del trattamento che questo Comune riserva ai Consiglieri eletti).

Siamo ricorsi a dati disponibili dal Ministero del tesoro, in cui troviamo che il costo medio del personale dei comuni è 28000€.  (http://www.contoannuale.tesoro.it/cognos1022/cgi-bin/cognosisapi.dll e   http://www.contoannuale.tesoro.it/cognos1022/cgi-bin/cognosisapi.dll)

Con tale cifra siamo al disotto della cifra interessata dalla convenzione, e consideriamo il limiti che si tratta di un costo medio. Abbiamo trovato in altri report che il costo del personale comunale medio di 38000€ in Toscana

Pensiamo al fabbisogno di personale del comune e troviamo nel Documento di Programmazione DUP che abbiamo 79 unità di personale in servizio (31/12/2015) con 94 posti indicati in pianta organica con posti da coprire sia in fascia C che in fascia D. Quindi i vincoli di pianta organica non sarebbero modificati. Non ci sarebbe sforamento dei vincoli al numero di dipendenti imposto per legge del DECRETO 24 luglio 2014: comuni da 10.000 a 19.999 abitanti rapporto dipendenti/ abitanti 1/145.(http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2014/08/12/14A06391/sghttp://www.gazzettaufficiale.it/do/atto/serie_generale/caricaPdf?cdimg=14A0639100000010110001&dgu=2014-08-12&art.dataPubblicazioneGazzetta=2014-08-12&art.codiceRedazionale=14A06391&art.num=1&art.tiposerie=SG)

Quindi riassumendo:

Proponiamo di riprendere il servizio internamente al Comune, assumendo un dipendente per fare il lavoro:

  • una persona interamente dedicata per 36 ore invece che per il solo orario previsto adesso di 20 ore,
  • – se il servizio fosse mantenuto come adesso alle 20 ore, le restanti ore resterebbero disponibili per il Comune,
  • costo quasi equivalente considerando il risparmio dell’IVA e le maggior ore di lavoro del dipendente assunto,

In commissione abbiamo chiesto di rivedere tutto, in consiglio comunale abbiamo relazionato su questo punto chiedendo di riprendere il servizio in Comune.

Prima ci è stato risposto che il servizio serve e quindi non si piò togliere poi che in realtà non ci sono posizioni libere in Comune perché sono dedicate a personale di altro tipo.

Infatti il personale è deciso dal Sindaco e dalla Giunta: quindi è loro la decisione di non dedicare personale interno al Comune per il PIU ma di destinare personale per altri uffici.

La scelta è sicuramente di loro competenza, ma comporta un servizio meno ampio e meno efficiente ad un costo superiore così come ampiamento dimostrato.

Chiediamo perché? Risposta finale: la scelta è puramente di indirizzo.

Peccato che nei documenti la scelta è proposta come conveniente non come politica!

Non c’è visione politica ma solo limiti negli orari, perdita dell’Iva, costo del servizio maggiore.

Normalmente, e soprattutto quando non ci sono altre argomentazioni valide, la risposta è che si tratta di scelte politiche, come se con questa parola coprisse tutto ma con il risultato di averla privata di ogni significato logico o etico.

A noi non interessa la scelta politica ma discriminiamo tra le scelte buona e convenienti e le scelte sbagliate. In questo caso siamo ad una scelta sbagliata. Nessuno è riuscito a dimostrare il contrario, ma non hanno desistito dal procedere.

 

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