QUANDO LA POLITICA LA FANNO GLI ESPERTI

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Apprendiamo con enorme dispiacere che il torneo nazionale degli sbandieratori memorial David Tamarri organizzato dalla Contrada di San Michele di Castelfranco di Sotto si svolgerà a Fucecchio e non nel nostro comune perché purtroppo il Palazzetto dello sport delle scuole medie era già occupato per allenamenti e gare della pallavolo.

Ancora una volta la possibilità di portare un evento a carattere nazionale nel nostro comune è naufragato e noi diciamo purtroppo.

Attorno a questo evento si è creato un caso. Senza entrare nel merito della questione e quindi senza esprimere sentenze vogliamo soffermarci sul metodo con cui siamo giunti all’epilogo che ha visto da una parte la nostra amministrazione comunale e dall’altro una delle quattro contrade del palio dei barchini con le ruote che è riuscita ad ottenere all’interno dell’ambito e prestigioso circuito della Federazione Nazionale Sbandieratori (FISB) l’organizzazione di un torneo indoor nazionale nel nostro comune.

Non c’entra la corruzione, l’abuso d’ufficio o il peculato, cose di cui sentiamo parlare spesso in questo periodo, ma bensì la mancanza di volontà di gestire la cosa comune da coloro che si professano gli esperti dell’arte di governare.

Il 20 Gennaio scorso, allo scadere del 30° giorno successivo alla presentazione della domanda di utilizzo del palazzetto dello sport (ultimo disponibile per rispondere) il comune rilascia uno scarno comunicato di una decina di righe con il quale respinge la richiesta dicendo che la struttura richiesta è occupata.

Cosa sia successo nel frattempo lo si apprende dal post di Facebook del Sindaco e quello che ci lascia sconcertati è il modo con cui hanno affrontato la questione. Il Toti fa sapere che: “ Prima di rispondere alla richiesta sono state contattate direttamente dal comune le società per trovare una soluzione e proporre spostamenti.”

Eh no caspita, ci dispiace ma non è così che si fa! A nostro avviso il compito del comune si sarebbe dovuto limitare a valutare la proposta ricevuta, pesandone le ricadute positive per la nostra collettività. Una volta ritenuta vantaggiosa e rispettosa dei regolamenti comunali, avrebbero dovuto limitarsi ad agevolare l’incontro diretto tra le parti interessate facendo solo da garante.

In questo modo ogni soggetto avrebbe appreso direttamente le esigenze dell’altro rimodulando magari la propria scaletta o alcuni particolari del proprio programma, proponendo soluzioni diverse o magari ricambiandosi favori vicendevolmente in cambio di un sacrificio. Cose queste che l’intermediazione politica non è stata in grado di fare.

 Ciascuno degli attori, di cui sopra, sono persone appartenenti alla nostra comunità, evidentemente impegnate in attività di aggregazione di innegabile beneficio sociale e per tali ragioni siamo convinti che si sarebbero resi conto dell’utilità e della necessità di eventi di questo tipo. Anche loro sicuramente hanno gli occhi per vedere a cosa si è ridotto questo paese.

Pertanto le domande che ci siamo posti è perché questa arroganza dei nostri amministratori nel voler mettere le mani dappertutto, dover essere sempre conduttori, giudici, decisori di tutto e di tutti? Verrebbe da pensare perché se va bene si prendono i meriti dando da intendere quanto sono bravi e quanto sono capaci, se va male beh la colpa non è loro, poverini si sono impegnati così tanto, ma d’altra parte l’impegno era già preso.

L’unico risultato, sia in un caso che nell’altro, è quello di creare disgregazione tra le parti contendenti, salvo poi in eventi pubblici fare proseliti inneggiando al senso di appartenenza alla nostra comunità alla partecipazione collettiva.

Noi non sappiamo se alla fine si fosse trovata la soluzione ma sicuramente non ci sarebbero state tutte quelle polemiche che, come ammesso da lui stesso, hanno costretto il sindaco a doversi giustificarsi con quel post.

Riusciranno mai secondo voi, dopo questo esempio calzante a capire la differenza tra noi e loro?

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