Aggressione a una donna perchè vota NO!

Vota

37474517-fermare-l-aggressione-verbale-o-fisicaOggi siamo alla vigilia del referendum e quello che pubblichiamo non è un appello al voto ma una denuncia. La denuncia scritta che ben rappresenta la situazione che viviamo da mesi. Impedimenti di accesso a locali, minacce di ritorsioni lavorative e aggressioni più o meno dirette che hanno subito molti di quelli che si sono esposti pubblicamente contro la Riforma elettorale. Come rappresentanti di una forza di opposizione accettiamo le discussioni e i confronti ma non accettiamo è l’aggressione gratuita e violenta diretta a chi esprime semplicemente e liberamente la propria intenzione di voto, con l’aggravante che la vittima è una donna.

Tacere in questo caso significherebbe stabilire che va bene così che accettiamo questo modo di fare. Il nostro è un NO deciso, sotto ogni punto di vista.

Mettiamo di seguito il racconto, epurato dei nomi, scritto spontaneamente dalla donna vittima della ultima (in termini temporali) violenta aggressione di questa campagna elettorale.

“In data 2/12/2016 all’uscita del bar Ciurli in Piazza XX Settembre dove mi ero recata per acquistare delle sigarette alle ore 13,30 circa, venivo fermata dal signor AAA che, in modo amichevole mi  ha chiesto della mia intenzione di voto riguardo al referendum  del 4 Dicembre 2016. Alla sua domanda ho risposto che votavo  no e mi accingevo verso la mia automobile parcheggiata sempre nella stessa piazza, a quel punto un altro astante seduto davanti il bar, tale “XXX” si è alzato di scatto e avvicinandosi in maniera minacciosa mi ha subito insultata pesantemente; a quel punto  sentendomi minacciata ho cercato di allontanarlo, la reazione del signor “XXX” è diventata ancora più violenta al punto di scagliarsi in insulti ancora più violenti e cercando di aggredirmi fisicamente, scongiurata unicamente dal fatto che è stato trattenuto da altri astanti del bar . Ha continuato  insultarmi sino a quando non me ne sono andata.”

La signora si è presentata alla Caserma dei Carabinieri per raccontare il fatto e sta meditando di sporgere denuncia formale. Ci ha chiesto di rendere pubblica l’intera faccenda perchè non ci sta a subire passivamente certi soprusi. 

.A una settimana esatta dal 25 novembre – Giornata mondiale contro la violenza sulle donne- questo episodio racconta ancora molto della nostra realtà e ci dice quanta verità ci sia nei suoi pensieri. La strada è ancora lunga. 

Per noi questo episodio non è giustificabile da nessun punto di vista e questo articolo fa da testimonianza dell’accaduto per raccontare come si sono svolti i fatti.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *