Manifesto contro la violenza alle donne

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Il manifesto contro la violenza delle donne presente alla entrata della Biblioteca Comunale, vi piace? Vi sembra trasmettere appropriatamente il messaggio indicato? Vi sembra indicato ai bambini e quindi vi piace l’ubicazione scelta, ovvero l’entrata della Biblioteca Comunale?

Dato che l’argomento è importante e non vorremmo si riducesse tutto a una semplice dichiarazione di punti di vista senza il confronto fra  le diverse posizioni, pensieri e sensibilità:

chiediamo un dibattito sul tema nell’interesse delle famiglie (bambini, papà e mamme) e soprattutto delle donne.

Perchè le decisioni siano prese con loro e non per loro. Perchè dire stop alla violenza significa anche permetter loro di esprimere la propria opinione e i propri dubbi e non subire decisioni di altri.

Considerando che le immagini per la campagna contro la violenza verso le donne sono molte, noi abbiamo deciso di non pubblicare su questo sito l’immagine controversa ma di scegliere l’immagine vincitrice del Centro regionale di informazione delle Nazioni Unite per l’Europa Occidentale (Unric). Chi volesse cercare l’altra può provare a cercarla in altri modi.

Ecco il testo della  interpellanza presentata il 23 Novembre 2016

Interpellanza: al Sindaco, agli Assessori, al Consigliere con deleghe alla Biblioteca e al Consigliere con deleghe alle pari opportunità, per manifesto in Biblioteca Comunale.

 

Premesso che

In data 14 novembre 2016, siamo stati informati della presenza di un manifesto in Biblioteca Comunale per il No alla violenza contro le donne, costituito da un disegno dallo stile infantile con raffigurate tre figure, un adulto maschile indicato come Papa’, un bambino indicato con Io e una figura di adulto femminile indicato con un appellativo” Brutta Puttana”; poi sotto la scritta “la violenza sulle donne non lascia il segno solo sulle donne”.

Questo manifesto e’ posto all’ingresso della Biblioteca ed ha suscitato interrogativi di molti bambini piccoli ad i genitori. A quanto riferito, sono state fatte domande:

– riguardanti il significato della parola da alcuni non conosciuta;

– sul perché in biblioteca era posto un cartello con una parolaccia,

infine, la cosa più grave, una domanda riguardante il perché la mamma è stata tanto cattiva che il bambino la chiama con una brutta parola? E’ una mamma cattiva?

La situazione ha infine creato molti disagi nelle famiglie e tanti genitori sono venuti a conoscenza della situazione.

Il 15 novembre la notizia è uscita sui giornali online ad opera della Consigliera di opposizione Aurora Rossi, in cui si chiede la rimozione del manifesto.

A seguito di ciò la notizia è uscita anche sui giornali cartacei, con le repliche della amministrazione, della associazione che ha promosso il manifesto e infine con repliche di una rappresentante dei genitori.

Fra le risposte della amministrazione vi è anche accenno alla necessità di accendere l’attenzione su un argomento spesso taciuto.

DATO CHE

Come spiegato dalla amministrazione: “Il manifesto è uno dei finalisti di un concorso realizzato nel 2011 dal Centro regionale di informazione delle Nazioni Unite per l’Europa Occidentale (Unric)”.

Continuando con “Di fronte ad un fenomeno così grave e più diffuso di quanto non appaia, è importante parlare e sensibilizzare l’opinione pubblica»

La replica della amministrazione riferisce della necessità di non tacere sull’argomento anche se l’immagine scelta come veicolo del messaggio lascia molti dubbi su reale risultato riguardo al risultato prefisso.

Considerando che

Il manifesto vincitore del concorso è risultato un altro con una immagine molto meno controversa e forse più efficace.

Dopo le molte discussioni al riguardo del manifesto, sentiamo la necessita di una discussione serena e approfondita sul tema scevra da posizioni politiche ma nell’interesse della tutela della serenità delle famiglie.

Chiediamo

Di organizzare al più presto un incontro anche a nome della commissione sociale e cultura per una discussione sul tema, invitando i genitori, i cittadini e i rappresentanti della associazione, per valutare tutti insieme e serenamente riguardo l’opportunita’ di mantenere il manifesto o di valutarne una più opportuna ubicazione.

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