Escalation di criminalità nel nostro centro storico

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La sera di sabato 6 agosto il centro storico è stato scenario di un episodio di grande violenza tra gruppi di cittadini probabilmente in stato di ubriachezza avanzata e culminato nel ferimento di un cittadino albanese, già protagonista di altre risse. Episodio che è stato riportato ampiamente dalla stampa locale e alla quale rimandiamo per maggiori dettagli.

Si tratta di un fatto di violenza increscioso al quale i castelfranchesi hanno dovuto assistere impauriti ed allibiti, costretti solo a salvaguardarsi e rinchiudendosi nelle rispettive case e negozi.

Allo stesso tempo i cittadini del centro storico, che vivono quotidianamente questo clima di insicurezza e di potenziale violenza, sanno bene che questo episodio, particolarmente violento, non è affatto un episodio isolato e sorprendente, ma solo la punta di un iceberg e l’ennesima espressione di tensione e di violenza alla quale devono sottostare e alla quale provano a reagire e a protestare, trovando troppo spesso un’amministrazione comunale sorda e più intenta a minimizzare, che a far fronte realmente all’entità del problema.

Il problema della sicurezza è un problema sentito e avvertito come cruciale dalle persone che devono vivere gomito a gomito con persone la cui potenziale violenza può esplodere da un momento all’altro, generando solo nuovo muri d’odio e crescenti tensioni all’interno delle varie comunità culturali e etniche che ormai compongono il centro storico.

Minimizzare il problema, come spesso sembra fare l’amministrazione comunale, non solo non serve a niente, ma rischia di accentuare proprio quei problemi che essa si prefiggerebbe di attutire relativizzandoli e accusando i cittadini che protestano di essere “visionari” o razzisti o di non capire che il mondo è cambiato.

Durante i mesi di giugno e luglio gli attivisti del MoVimento Cinque Stelle di Castelfranco hanno organizzato in varie piazze del comune alcuni incontri pubblici proprio sul tema della sicurezza. In questi incontri i castelfranchesi hanno espresso in più di un’occasione un senso diffuso di abbandono da parte delle istituzioni di fronte al clima di insicurezza e di violenza ormai diffuso in molti e luoghi dei Paese e soprattutto nel suo centro storico.

Paradosso dei paradossi, a culmine di questi incontri il gruppo consiliare del M5S ha presentato durante la seduto del Consiglio comunale del 1 agosto, un’interpellanza avente tema proprio il problema della sicurezza nel centro storico, anche a partire dalle minacce, sfociate nel danneggiamento dell’auto, ricevute dal nostro Arciprete Don Ernesto.

Anche in questa occasione, la reazione del Sindaco e della maggioranza è stata quella di minimizzare il problema a derubricarlo a problematiche di rumori estivi e schiamazzi di ragazzi e di strisciante intolleranza dei cittadini colpevoli di protestare.

A coloro che protestano per il problema della sicurezza, il sindaco Toti ha risposto che basta chiamarlo al telefono, telefono che del resto tutti i castelfranchesi hanno a disposizione, ed esporre il problema.

Come Superman, il nostro sindaco è pronto ad accorrere in difesa degli inermi cittadini. Ecco risolto il problema.

Questo è il modo in cui questo sindaco e questa maggioranza intendono far fronte all’insicurezza che ormai dilaga e rende la vita dei castelfranchesi sempre più precaria e ovviamente meno sicura.

Il M5S crede invece che il tema della sicurezza sia fondamentale non solo per la vita ordinata e pacifica dei singoli cittadini, ma soprattutto per creare davvero una convivenza più coesa, pronta alla cooperazioni e pronta a costruire un dialogo tra le varie comunità che ormai vivono a Castelfranco.

Per il M5S il problema della sicurezza non è un problema populista, ma è populista proprio chi intende derubricarlo a espressione di razzismo e di intolleranza, è populista chi intende risolvere il problema della sicurezza minimizzandolo e presentandosi come il sindaco Superman sempre al servizio del cittadino.

Basta fare un giro per le strade di Castelfranco e parlare davvero con le persone, per capire che non è così.

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