C’E’ AGGRESSIONE E AGGRESSIONE

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L’aggessione violenta è da condannare a prescindere. Non ci sono scuse.

Per quanto riguarda il letame tirato a Rossi, osserviamo che non è stato un gesto di un fanatico, di un leghista, di un grillino o di qualche altro avversario politico ma bensì di un  “compagno”, un amico di primo piano appartenente al PD locale. Come accade spesso in questo periodo, i membri del PD sembrano molto impegnati a lanciarsi reciproche accuse verbali e in questo caso l’accusa si è materializzata in modo molto concreto.

Così facendo il contestatore ha ottenuto di render visibile la protesta al confronto di altre forme più civili/democratiche ma del tutto inascolate.

Nel merito del tema non condividiamo le motivazioni che hanno spinto l’agricoltore a quel gesto. Principalmente non vorremmo fosse praticato il tipo di macellazione da lui richiesto, troppo crudele verso gli animali. Preferiamo non sia permesso in Italia,  né in quel macello né in nessun altro posto anche se nel mondo è molto praticato.

Con questo non siamo contrarie alle usanze islamiche ma certe scelte di non agire con crudeltà verso gli animali sono molto importanti, e da difendere con tenacia.

Osserviamo come il PD non sia capace di gestire delle semplici questioni. Cosa vuol dire autorizzare la macellazione solo per un certo numero di capi? Sembra una regola fatta per strizzare l’occhio a certe categorie, senza dare troppo nell’occhio e offenderne  altre, ma che inevitabilmente finisce per scontentare tutti.

Ci troviamo quindi anche noi a rimpiangere il passato quando i compagni lottavano insieme per acquisire dei diritti collettivi per la classe di loro appartenenza. In questo caso, ci sembra che la protesta sia avvenuta nel contesto della presentazione di un libro a scopi personali del solo presidente e per puri interessi privati dell’allevatore. Gli elettori del PD riusciranno mai un giorno ad aprire gli occhi e rendersene conto?

Concludiamo con una ammonizione ai sindaci del comprensorio, dopo l’aggressione a Rossi tutti quanti sono corsi sui propri profili FB per essere i primi a portare la solidarietà al presidente.

sindaci2

Filippo Nogarin , sindaco di Livorno, ha fatto la stessa cosa, la mattina seguente all’aggressione.

foto di Luca Trassinelli.

Nessuno di loro invece ha avuto una sola parola nell’immediato nei confronti del sindaco di Livorno, che il giorno stesso aveva ricevuto una lettera di minaccia con due proiettili.

Ma non ha importanza, basta leggere i commenti dei cittadini sui social sia per l’uno che per l’altro e si capiscono molte cose.

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