Facciamo chiarezza sui defibrillatori dle M5S

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defibrillatore_pubblico_cartello_movimento_cinque_stelle_m5s_2016_06_17Ecco scoperto il perfido piano: il movimento 5 stelle voleva dimostrare che era possibile fare politica impegnandosi per il territorio, investendo su salute e scuola, con meno soldi e restituendo parte di essi!

Complimenti a chi lo ha sistematicamente osteggiato e a chi adesso gongola per aver bloccato tutto, in nome di una POLITICA che parla di strumentalizzazioni e di questioni morali e di libertà dimostrando solo che non esistono nelle scuole e nelle istituzioni. Si è liberi quando vi è permesso di pluralità non quando vi è un’unica voce ammessa.

Perché chi con la politica ha costruito la propria vita e la propria carriera non la può concepire in modo diverso e parole come restituzione e dono di un defibrillatore sono un offesa.

Il problema è che la buona politica entri nelle scuole? Secondo noi belle iniziative come queste dovrebbero essere portate ad esempio, per far avvicinare il più possibile le persone alla cosa pubblica. Non è più possibile pensare che la politica sia una cosa da non fare o di cui non parlare: questa è la tragica conseguenza di una brutta politica, che fa comodo a chi sa farla solo così.

Politici che si tagliano lo stipendio comprando 100 defibrillatori per scuole, palestre e associazioni sportive con soldi presi dai Loro conti correnti, perché pensano che il lor stipendio sia troppo alto e vogliono restituire concretamente questi soldi ai cittadini: è sicuramente strumentalizzazione. In tutti questi anni a nessuno era mai venuto in mente di fare una cosa simile per il bene dei cittadini e forse di strumentalizzazioni del genere ce ne è bisogno. Perché non iniziano anche loro a restituire oppure accolgono finalmente le proposte di legge per la riduzione del loro stipendio tabellare?

Ben vengano iniziative simili da tutti, nessuno vieta loro di restituire parte dello stipendio.

Tutto questo poteva essere fatto anche senza simbolo, ma chiediamo perché?

Qualcuno ci ha detto e scritto “se lo volevate fare per i bambini lo facevate senza simbolo”. Giusta osservazione ma chiediamo allora “chi lo ha rifiutato ha pensato al bene dei bambini o al proprio tornaconto?”

Il cartello accessorio con il simbolo è stato portato al momento della consegna, nessun impegno era stato chiesto per l’istallazione e l’uso del cartello: chi ne diveniva proprietario avrebbe deciso autonomamente dove e in che modalità collocare il cartello. Il defibrillatore e la teca non hanno simboli politici se non quello del produttore: qualcuno potrebbe dissentire anche su quelli?

Di tutto questo la dirigente scolastica era stata informata e un iniziale accordo era stato fatto: l’appuntamento era fissato da tempo e queste discussioni che ieri sono sorte sembravano superate. Poi vi è stato un cambiamento nella posizione della Preside, reggente alle scuole di Castelfranco, che ha ritenuto di non voler più la consegna comunicandolo appena poche ore prima.

Noi ci chiediamo perché ha cambiato idea? Vogliamo sperare che non siano intervenuti poteri politici a pesare su la sua decisione, e che essa sia basata sul bene della scuola e dei bambini piuttosto che interessi di carriera. Anche se guardando il risultato non vediamo gli interessi dei bambini nel privarli di un defibrillatore.

Venerdì mattina erano presenti a Castelfranco 4 consiglieri regionali, perché il sindaco così sempre premuroso ed attento al rispetto dei regolamenti e delle istituzioni non si è presentato ad dare loro il benvenuto?

Perché ha preferito scrivere il suo pensiero da dietro ad una tastiera sul profilo facebook così tanto denigrato nei consigli comunale e strumento anche di coloro che ha ripetutamente denunciato, invece di parlarne direttamente con loro?  Aveva ricevuto un invito formale e sapeva della loro presenza: perché non ha avuto il coraggio di affermare le sue posizioni in un dialogo con loro?

Lo abbiamo visto più di una volta presentarsi e fotografarsi con consiglieri e assessori del Partito Democratico, pensa forse che siano i soli del Consiglio Regionale degni di essere accolti e depositari di verità?

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