Denunciare un 70enne per commenti su social: non ci fa onore e non ci rappresenta!

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In Consiglio comunale, il Sindaco ha informato tutti di aver fatto una denuncia contro delle persone per dei brutti commenti sui social network indirizzati all’amministrazione. Nella ufficialità della seduta consiliare non e stato possibile chiedere cosa o chi avesse provocato una reazione così forte da parte di chi guida il nostro Comune. La risposta è arrivata venerdì 20 maggio, quando i media diffondono la dinamica dell’episodio:

A quel punto, scopriamo che il misterioso aggressore verbale, o almeno uno, è un rubicondo signore di 73 anni, che sorride con aria perbene e innocua. E’ stato lui a ledere l’immagine della amministrazione e che ha indotto il Sindaco alla denuncia? La notizia è di tale portata da richiedere una attenta analisi.

Innanzitutto disquisiamo sull’opportunità della querela: la decisione appare fuori misura rispetto al fatto accaduto.I problemi di sicurezza sono sicuramente altri e non ci sembra una priorità, perseguire una persona in avanti negli anni, per qualche sua frase eccessiva.

Poi ci sono altre considerazioni che riguardano i protagonisti di questa vicenda. E’ chiaro che la diffamazione è un reato ma in questa vicenda sembrano mancare le necessarie riflessioni sulla persona e sulle motivazioni di un tal comportamento. 

Partiamo dal Signor Sindaco che in passato ha già querelato per commenti sui social: in quel caso la notizia apparve sui giornali ed era stata l’occasione per raccontare le difficoltà del ruolo istituzionale e la buona azione fatta. Il Sindaco raccontava infatti di aver ritirato la denuncia dopo aver ricevuto le scuse del povero sventurato.

Questa volta qualcosa non ha funzionato, perché a rendere pubblica la notizia sul giornale è stato il querelato e la vicenda viene inquadrata da un altro punto di vista.

Quello di un cittadino di 73 anni sensibile e attivo da tempo a problemi del tipo ambientale vittima di una situazione cronica di fenomeni di maleodoranze. Egli abita in una zona del Comune in cui una persona a casa propria non è libera di poter aprire una finestra a causa di periodici odori pestilenziali. La limitazione della libertà personale e la perdita di serenità familiare sarebbero già una buona giustificazione per qualche uscita fuori delle righe. In più, quello stesso signore per anni ha lottato attivamente, ha fatto segnalazioni a tutte le autorità competenti, insomma ha fatto tutto quello che un buon cittadino è in grado di fare.

La questione maleodoranze non è ancora risolta e quei cittadini sono le vere vittime del fallimento del sistema di controllo del territorio. Noi crediamo che uno dei compiti del Primo Cittadino sia proteggere i propri cittadini e soprattutto i più deboli. Arrivati a questo punto, riteniamo necessario riflettere sulla reale efficienza dell’operato delle istituzioni invece di prendersela con chi ne subisce le conseguenze.

Piuttosto che depositare una querela avremmo preferito fosse mandato un invito per un confronto collaborativo alla ricerca di una soluzione, per tentare di ricostruire il rapporto con le istituzioni.

Infine, ricordiamo bene come, in un intervento in Consiglio di qualche mese fa, uno storico consigliere di maggioranza si era lanciato contro la Politica fatta sui social, invitando a non frequentare facebook perché privi di qualsiasi rilevanza. Adesso sempre in Consiglio il Sindaco, parla di querele per dei commenti su facebook dimostrando invece di dar molto valore a ciò che vi viene scritto e di non voler seguire il suggerimento dato. Noi pensiamo che i social siano mezzi di comunicazione informali e diretti e li usiamo ma sicuramente dissentiamo sia da chi li vorrebbe disertare che da chi ci costruisce sopra un caso giudiziario.

Ribadiamo i nostri dubbi sulla opportunità di querelare un cittadino per commenti sui social, e soprattutto la nostra contrarietà ad agire contro una persona in avanti negli anni. Tutto ciò non fa onore al nostro Comune! Auspichiamo quindi che la vicenda si chiuda al più presto e si torni a parlare di come risolvere i problemi reali dei cittadini.

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