Intervento in Consiglio su Interrogazione Marzano

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L’interrogazione verte su due punti principali:

  • Prima domanda

Di spiegare in che modo la presenza di esponenti di un partito politico, presente anche in questo consiglio Comunale, possa eticamente conciliarsi con l’uso del simbolo del Comune e con la concessione del Patrocinio Comunale alla luce dello stesso Regolamento comunale e della prassi consolidata espressamente citata nella risposta del 28 settembre 2015

La scelta di associare il simbolo comunale ad una serata che ha un marchio prettamente politico in contrasto con quanto affermato in un parere della stessa amministrazione.

Il parere era stato dato in occasione di una serata organizzata per il Comitato referendario per l’abolizione alla legge regionale 28/2015: a richiesta di patrocinio nell’organizzazione dell’evento fu risposto che

Facendo seguito alla Vs. richiesto, prot. 18943 del 18.09.2015, in merito al diniego di patrocinio alla manifestazione di cui in oggetto, sono a comunicare che questa Amministrazione, per prassi consolidata, non ha mai concesso patrocini, per finalità di cui all’Art. 5 del Regolamento dei Contributi, ad iniziative pubbliche promosse e/o sponsorizzate da movimenti politici o gruppi politici presenti in Consiglio Comunale.

In questo caso rileviamo che se la maggioranza, appartenente al PD, decide di organizzare un evento, le suddette prassi e regole non valgono ma entra in vigore una sorta di equazione

Maggioranza= Comune!

Sbagliato!

La maggioranza amministra il Comune ma non è la padrona né ne deve essere l’unica espressione!

Questo è un importante concetto che tutti dobbiamo aver presente e che ritroviamo nel parere dato e nel regolamento.

Il Sindaco e la giunta hanno il dovere di rappresentanza e rispetto di tutte le espressioni e le forze politiche di questo Comune!

Anche la consigliera Rossi ha voluto sottolineare nella sua interrogazione questa mancanza grave della maggioranza consiliare.

C’è da chiedersi se era nei programmi dell’amministrazione far passare il concetto del più forte ha sempre ragione e che basta far la voce grossa per tacitare chi dissente.

In questa occasione, la maggioranza ed la Giunta sono apparsi così di fronte ai cittadini:

-l’uso forzato del Logo del Comune (che dovrebbe unire e non dividere)

-la risposta a chi obbiettava sull’opportunità e le modalità della serata, (vedi risposta molto forte data alla Cassa di Risparmio di San Miniato, che ha obbiettato sull’uso del proprio logo, come se l’amministrazione ritenesse di poter disporre a proprio piacimento anche del simbolo altrui).

Nella serata si è parlato di come sia pericoloso tralasciare il fenomeno del bullismo e nella emarginazione e nel tiranneggiare il diverso: ma non è certo comportandosi così che si portano avanti certe

Lo si fa condividendo e con comprensione, non apparendo agli occhi di molti come i bulli della situazione.

Il messaggio di tutta questa vicenda è stato: “Noi siamo l’espressione della maggioranza, noi guidiamo il Comune, noi abbiamo la ragione dalla nostra parte e chi non è d’accordo non ha diritto o motivo per esserlo, deve essere emarginato e zittito!”

Sarà difficile rimediare a questo strappo e non possiamo tacere facendo finta che non sia successo.

  • Seconda domanda

Di spiegare, a maggior ragione, in che modo la promozione e la contestuale vendita di beni di commercio a esclusivo vantaggio pecuniario di un singolo e non della intera comunità comunale, possa eticamente conciliarsi con l’uso del simbolo del Comune e con la concessione del Patrocinio Comunale,

La presentazione del libro in se e la contemporanea vendita, non è il problema, lo è se deve essere sponsorizzato dal Comune.

Innanzitutto il famoso regolamento dei Contributi prevede espressamente che gli eventi che il Comune può sostenere devono essere in assenza di lucro.

Poi perché non stiamo parlando di un giovane scrittore, di un libro che riguarda il Comune o di un libro i cui ricavati vanno interamente a associazioni benefiche o no profit. Chiediamoci in quanti altri Comuni e quali è stata fatta la presentazione del libro e le modalità d presentazione. Per esempio nel pomeriggio stesso a Pontedera la presentazione era avvenuta in una libreria.

Sinceramente io sono venuta ad ascoltare la presentazione e nonostante abbia sentito più volte parlare non ho trovato l’ETICA nella serata organizzata per la promozione il libro di una scrittrice docente di Filosofia della Morale a Parigi, Parlamentare Italiana (quindi con doppio stipendio, di cui uno pagato con le tasse dei cittadini italiani), che trova il tempo di scrivere un libro e l’evento di presentazione e vendita deve essere organizzato a spese di Associazioni e di Consiglieri Comunali, con tanto di Logo Comunale.

Anche in questo caso la Filosofia della Morale, l’etica, sembrano assumere un doppio significato, si è trasformata o vuol esser trasformata, passando da l’ETICA di Aristotele all’etica della cultura dominante. Forse siamo poco al passo con i tempi, troppo pignoli o troppo puntigliosi per capirlo. Ci scusiamo se è così, ma allora potremmo organizzare corsi di NUOVA ETICA per tutti, chiaramente facendoli pagare agli altri.

Aldilà della condivisione o meno delle idee espresse dalla oratrice, come è possibile giustificare, alla fine della serata, la richiesta finale della scrittrice/ professoressa della Filosofia della Morale/ Deputata del Partito Democratico, di correre a comprare i libri in vendita, venduti addirittura senza scontrino?

Speriamo almeno che i consiglieri di maggioranza abbiano avuto una copia del libro autografata in cambio dell’aiuto e sostegno per la presentazione del libro della scrittrice-professoressa-deputata, che secondo il sito del Parlamento Italiano, ha una dichiarazione dei redditi di tutto rispetto ed è residente in Francia, anche fiscalmente per cui paga tutte le tasse comprese quelle dovute al reddito parlamentare.

Come ha scritto e detto qualcuno: la generosità non dovrebbe essere sbandierata e i consiglieri di maggioranza non hanno trovato di meglio che raccontare la loro generosità verso una compagna di Partito? Con tutte le associazioni senza scopo di lucro che ci sono e che operano in questo Comune, con tutte le persone che hanno realmente bisogno di denaro, proprio per questa occasione si è parlato di offerte?

In questo caso avrebbero fatto meglio a tacere su chi paga e cosa. Fermo restando che ciascuno è libero di fare quello che vuole con i propri soldi e che saranno le persone a giudicare opportuna o meno questa scelta.

RISPOSTA FINALE (dopo intervento del Sindaco)

L’evento del 23 gennaio è un evento politico!

Non siamo in disaccordo nel dire che anche l’evento di settembre lo fosse e abbiamo ben accettato la risposta, quello che non torna è la discrepanza di comportamento.

Quello che è eccepiamo è la disparità di comportamento, tra ciò che vale per la maggioranza consiliare e ciò che vale per gli altri.

Se l’evento era un’iniziativa comunale avrebbe dovuto unire e non dividere.

La posizione deve essere espressa come di Partito e nessuno avrebbe dissentito o detto niente al riguardo. L’evento lo ripeto era politico, lo hanno pensato e notato tutti e quello che fa arrabbiare è il tentare di far credere una cosa diversa. Il tentativo di mischiare le carte e quasi prendere in giro chi ascolta.

Abbiamo presentato l’interrogazione perchè, aldilà dell’argomento, su il Movimento è forse più vicini alla posizione assunta dal Partito Democratico, (visto che voterà a favore del DDL Cirinnà), in questa occasione l’amministrazione per noi, ha assunto una posizione di forza e usato poco rispetto e poca sensibilità su questo argomento e avremmo richiesto altro.

Ma dopotutto l’evento era CULTURA! Lei Sindaco ha sfidato qualcuno a dire il contrario.

Io ho il dubbio che si possa definire cultura e che si debba patrocinare un evento che crea offesa a chi non la pensa nello stesso modo, in cui si usa il logo del comune per mercificare.

Se le presentazioni sono sempre andate come quella del 23, non ha niente a che vedere con quelle che sono le regole scritte non da noi, ma attenzione il regolamento è stato scritto nel 1994 e nessuno si è accorto dell’incongruenza: abitudine o consuetudine che sia.

La giustificazione nel dire che è sempre andato così è inconsistente, o il regolamento ha senso o non lo ha. Volete cambiarlo è scrivere che gli eventi Patrocinati dal Comune saranno a scopo di lucro?

Per la Cassa di Risparmio di San Miniato. Il risultato del comportamento avuto dall’Amministrazione, è stato che La Cassa di Risparmio, si è vista in diritto, d’ora in avanti, da richiedere preventiva autorizzazione prima dell’uso del proprio logo. Bella prova di diplomazia con un ente che a quanto mi risulta ha la tesoreria del comune e che supporta e finanzia anche molte attività culturali del Comune. Speriamo che non decida altrimenti d’ora in poi.

Concludo dicendo cosa avremmo voluto:

  • Intanto non vedere il logo del comune sul manifesto ma il Logo più consono, quello del Partito Democratico,
  • che il Partito Democratico finanziasse la propria rappresentante, con tutti i soldi che riceve dal “finanziamento” del Partito e con i rimborsi elettorali,
  • che l’evento, fosse presentato per quello che è stato: un evento promozionale su un libro, niente di male in tal caso,
  • di dare il Patrocinio comunale per organizzare una vero e dibattito sul tema invitando a parlare esperti sul pro e contro senza vendere alcunché, o a beneficio della Comunità, di associazioni no-profit ecc.

Regolamento dei contributi

richiesta motivazioni deniego

Rischiesta patrocinio

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