Il Comprensorio del Cuoio, la città policentrica, nella lotta contro la qualità dell’aria.

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L’aria, lo sanno tutti, ha la straordinaria capacità di diffondersi ovunque e non rispettare i confini, nemmeno quelli comunali.

In senso lato, l’aria è la prima cittadina e grande sostenitrice della Unione dei Comuni e della Città Policentrica.

Per la politica locale non è stato così e lo dimostrano le reazioni scoordinate, quasi inconsulte, delle varie amministrazioni, di fronte ai dati fuori limite della centralina di rilevamento posta a Santa Croce, ad inizio anno.

Chi ha fatto provvedimenti una tantum, chi si è riunito a scrivere documenti di intenti, chi il più divertente e temerario, ha provato a far credere che il problema fosse circoscritto alla zona di rilevamento.

La nota della Regione Toscana, pone fine alla questione, stabilendo che i dati della centralina di Santa Croce devono considerarsi rappresentativi dell’intero Comprensorio del Cuoio arrivando fino ad Empoli e Vinci e alle Colline Pisane e che i comuni ricadenti in tale area debbano assumere provvedimenti unitari.

Anche per chi non fa politica, non è tanto difficile capire l’incoerenza delle reazioni, e che questa occasione è stata un grosso fallimento sul campo di coesione territoriale e di capacità politica. 

Il problema della qualità dell’aria è dibattuto già da anni in tutta Italia e nel mondo eppure in questa circostanza, è sembrato una novità assoluta per le amministrazioni del Comprensorio.

Chi dirige la politica comunale, avrebbe dovuto sapere che le ordinanze sono obbligatorie nel momento contingente degli sforamenti, ma che il miglioramento della aria in modo da limitare e infine evitare completamente gli sforamenti, richiede tutta una seria di azioni che si fanno nel tempo e non sono improvvisabili al momento.

Certo in questa occasione di picco, sarebbe stato bello leggere una azione congiunta dei Sindaci per i provvedimenti contingenti.

Eppure i dati della qualità dell’aria forniti dagli enti preposti ed analizzati anche dalla stessa regione, sono pubblici e sono stati raccolti per molti anni. In più le maleodoranze lamentate dai cittadini sono state spesso anche ignorate.

Ancor più importante negli anni passati era necessario intraprendere azioni comprensoriali per diminuire l’inquinamento in maniera stabile e duratura: pianificando il territorio in tema di sostenibilità ambientale, incentivando il trasporto pubblico locale, agendo sulla generale mobilità del territorio, favorendo le attività economiche sostenibili, controllando infine le emissioni e i premessi industriali e limitando le maleodoranze che rendono il Comprensorio tristemente noto a livello regionale e nazionale.

Strampalate azioni per risolvere il problema presente, inesistenti azioni comuni in passato: l’inadeguatezza delle amministrazioni alla prova dell’aria. 

Sollecitiamo quindi un serio e coordinato lavoro nelle direzioni indicate, perchè la qualità dell’aria ha un rapporto diretto con la salute dei cittadini ed è molto pericoloso continuare a ignorare o a trascurare questo aspetto.

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