Provvedimento di diffida della Provincia a carico del depuratore

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maleodoranze, 50 sfumeture di puzzo

In questi anni di maleodoranze, le autorità competenti, ne hanno in alcuni casi imputato l’origine al depuratore comunale gestito dalla ditta in questione.

Parliamo veramente di un lungo periodo di tempo, con numerose prescrizioni per interventi a carico del gestore, che non sono state risolutive, nonostante le dichiarazioni e il tutto senza grandi conseguenze nel lavoro o altro.

La notizia di un provvedimento della Provincia di diffida “a una corretta e attenta gestione del proprio impianto al fine di prevenire emissioni maleodoranti”; e anche “di divieto all’utilizzo…” di certe sostanze nell’impianto, è un passo che ci sembra importante e che forse doveva essere fatto prima.

Non facciamo simili affermazioni per accusare qualcuno, ma semplicemente perché prima si risolvono i problemi e prima si riprende a lavorare.

Quello che abbiamo sempre chiesto è l’applicazione di regole che permettano ad ogni impianto di non causare disagi e problemi, senza deroghe.

In più, abbiamo sempre trovato contraddittoria la posizione della amministrazione comunale: proprietaria dell’impianto, “locataria” del gestore e allo stesso tempo affidataria della tutela ambientale e della salute pubblica.

In quanto proprietaria avrebbe dovuto, forse già da tempo, porre maggiori limiti all’utilizzo di un bene di proprietà pubblica.

In quanto autorità preposta avrebbe dovuto e potuto fare di più per difendere e tutelare gli interessi dei propri cittadini, nel perseguire il loro benessere, nel garantir loro di vivere serenamente in un comune più sano e più equo in cui a tutti, nello stesso modo, è chiesto di rispettare regole e non creare disagi agli altri.

Adesso sembra esserci un cambiamento che è semplicemente benvenuto.

Speriamo che il provvedimento preso abbia il risultato che speriamo: un impianto ben gestito che non causi più problemi di maleodoranze e che non impatti sulla qualità della vita di Castelfranco.

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