Registro Unioni Civili a Castelfranco, una scelta condivisa??!

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Il Consiglio Comunale di Castelfranco di Sotto, lunedì 19 ottobre 2015, ha approvato la mozione volta all’istituzione del registro comunale delle Unioni Civili.

La questione è stata a lungo discussa in molti altri comuni e spesso proposta dallo stesso Movimento 5 stelle, ultimo in termini di tempo, Santa Croce sull’Arno, in cui spesso vi è la convergenza del PD e del Movimento 5 stelle appunto

La mozione a Castelfranco era stata presentata dal gruppo di maggioranza “Castelfranco che cambia” e prevedeva, oltre al registro comunale, una richiesta da inviare al Governo per promuovere l’approvazione del DDL Cirinnà, a tema unioni civili.

Il Movimento 5 stelle di Castelfranco, pur nella sostanziale approvazione della mozione, ha proposto di emendare la mozione proprio per togliere ogni riferimento alla legge e per chiedere di redigere apposito regolamento per il registro delle unioni civili all’interno di Commissioni Consiliari permanenti.

Il decreto Cirinnà, è attualmente fermo in parlamento perché osteggiato da alcune forze che appoggiano il Governo Renzi e da parte dello stesso partito democratico anche se trova la quasi totale approvazione del gruppo parlamentare dei 5 stelle. Poiché non è chiaro quale sarà il testo finale della legge e quali forze lo appoggeranno, a nostro parere risultava pregiudiziale impegnarsi ad una approvazione per ciascuna delle forze consiliari.

Queste perplessità iniziali sono state giustamente accolte mentre non è stata accolta la proposta di condividere la costruzione delle norme e delle possibilità collegate alla iscrizione alla lista comunale delle unioni civili, il regolamento insomma!

Se da una parte la maggioranza si è rallegrata della quasi unanime approvazione di questo importante passo da parte del consiglio comunale, dall’altro si è rivelato, inspiegabilmente intransigente riguardo alla proposta di condividerne il percorso fino al suo compimento.

Strano poi se si pensa a due attuali progetti della amministrazione per la costruzione di regolamenti comunali, organizzati per stimolare la partecipazione cittadina.

Il regolamento del Forum dell’integrazione è stato affidato ad un percorso partecipativo, portato avanti da una agenzia per un costo complessivo di partenza previsto in  21000 euro pubblici, 17000 stanziati dalla regione e 4000 euro da fondi comunali.

C’è poi il regolamento di adozione delle aree verdi sarà portato avanti attraverso un altro  percorso partecipativo con la cittadinanza, con un costo non ancora ben precisato ma che si aggirerà tra 10.000 e 12.000 €uro assegnato ad una cooperativa esterna, la Sociolab, quella che ha anche gestito il Pop Up.

E’ quindi, la condivisione con le altre forze politiche che non piace a questa amministrazione oppure il punto focale della questione è il costo?

In fondo i consiglieri hanno un rimborso di 19 euro a seduta, moltiplicato per 6 (tanti sono i membri di ciascuna commissione), fa un totale di quasi cento euro per ogni incontro. A dire il vero, tra consigli e commissioni, il totale dei compensi annuali orientativamente è stato di 3/4000 euro complessivi per tutti i 16 consiglieri  Cifra ben al di sotto di quanto speso per ciascuno dei percorsi partecipativi.

Per cui ci sorge il dubbio: avremmo dovuto chiedere di demandare il regolamento ad appositi percorsi partecipativi da affidare ad agenzie di esperti? E questa la partecipazione che piace all’amministrazione?

I consiglieri non sembrano affidabili perché troppo economici?

La parola, condivisione, è sempre più spesso usata, nelle dichiarazioni di intenti, anche se la corrispondenza tra parole e azioni, resta la parte più difficile! Purtroppo!

In attesa di un CAMBIAMENTO, il Movimento 5 stelle di Castelfranco di Sotto ha approvato la mozione delle unioni civili proposta da Castelfranco che Cambia!

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