Depuratore di Castelfranco … SVENDESI?

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Nel bilancio previsionale 2015 la maggioranza porta un documento con l’intenzione di vendere il diritto di superficie del depuratore di Castelfranco attualmente in gestione privata con canone di locazione con base di 35.000 più una quota dovuta variabile in relazione alla produzione, tanto che nel rendiconto 2014 l’introito complessivo ricevuto dal comune dal gestore è stato di 80.000€.

Il valore individuato che leggiamo sul documento è di 500.000 €.
Intanto partiamo dal valore attribuito all’immobile poi parliamo dell’opportunità, cioè in merito alla scelta.
In commissione bilancio abbiamo chiesto come fosse stato determinato il valore indicato e di vedere la perizia certificata. In realtà abbiamo saputo che la perizia non esiste ma che il bene è stato stimato dagli uffici in base ai valori di mercato e di usura dell’impianto.
L’introito annuo sopra citato (80.000€) corrisponde a circa il 16% (500.000 €) del valore indicato come prezzo. Stimando il valore del bene in alienazione in base a costo investimento e relativa rendita annua, l’importo proposto sembra essere eccessivamente basso.
Facendo una semplice analisi per un investimento immobiliare una rendita commercialmente ragionevole potrebbe essere intorno al 5% annuo: perciò per tale rendita di 80.000 € l’investimento totale più congruo non dovrebbe essere inferiore ai 1.600.000 €.
Questo è l’importo base minimo al di sotto del quale non sarebbe economicamente giustificabile porre in alienazione un certo immobile.
Facendo un conto in termini ancora più semplici: ipotizzando di vendere al capitale chiesto di 50000€, la copertura con un mutuo con rate annue pari alla rendita attuale di 80.000€.
L’estinzione completa di tutto il capitale viene raggiunto in sei anni!
Un affare che sembrerebbe apparire fin troppo vantaggioso per chi compra. Ma nel caso del comune che sta vendendo un bene della comunità sembrerebbe che di più che svenda!!
Il depuratore in questione, a nostro parere, ha un valore maggiore di quello assegnato e richiediamo formalmente una perizia legale tecnica esterna all’ente che effettui la valutazione, prima di qualsiasi azione.
Chiediamo a tutti i consiglieri di riflettere attentamente su quello che certe scelte comportano e di valutare con prudenza l’intenzione di vendere un bene a un simile valore.

In merito alla scelta di vendere il depuratore
L’impianto è gestito da una ditta privata, e in questi anni che lo ha avuto in gestione, ci sono stati sempre problemi legati alla produzione di maleodoranze certificate a più riprese dall’ARPAT e di cui tutti sono a conoscenza.
Almeno allo stato attuale il comune in qualità proprietario dell’impianto aveva una posizione di maggior controllo e avrebbe anche potuto per esempio revocare il contratto di gestione. Ma adesso che l’impianto verrà venduto, pardon svenduto, chi mai potrà comprarlo?
Così, dopo una lunga storia di maleodoranze si arriva all’epilogo: il comune, così strenuamente impegnato nella salvaguardia degli interessi pubblici, legato da un contratto, con il gestore, non recede dal contratto, non cerca di imporsi con il gestore, ma….gioco di prestigio… mette in vendita il bene stesso ad un valore che sembra essere ridicolo!
E si, per far combaciare interesse pubblico e privato ci vuole fantasia, acume e un po’ di spregiudicata impudenza. E questa azione ce le ha tutte.
Chi lo avrebbe mai detto che la conclusione della storia fosse la vendita del depuratore?
Noi che questa vicenda la seguiamo dall’inizio, diciamo chiaramente che è una cosa senza giustificazioni e inaccettabile.
E badate bene, non ci interessa il gestore, che non lo accusiamo di niente ci interessa invece che l’impianto non sia svenduto e non causi disagi.
Se il comune si trova in condizione di capitalizzare i propri beni: vendere a tale cifra il depuratore non è proprio il caso. I comune dovrebbe chiedere ancora maggiori garanzie di quelle fino ad ora accordate e andare al rialzo.
Se l’impianto è così necessario, chi lo vuole lo dovrà pagare a caro prezzo e soprattutto offrire garanzie.
Altrimenti ce lo teniamo!!
Chi vuole un proprio impianto che lo faccia di proprio conto: chieda il permesso per un nuovo impianto, riceva l’autorizzazione, e poi vediamo se realizzare un impianto ex novo costa meno di 500.000 €.
Perché qui tra valori di mercato e altro si è perso di vista oggettivamente che questo impianto ha avuto un costo in passato e ben più di 500.000€!
Sia chiaro con il suddetto comunicato non vogliamo insinuare o accusare di niente il gestore dell’impianto ma critichiamo con fermezza il Comune.

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