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Sulla questione degli arrivi dei profughi nel Comprensorio del Cuoio:

Non si può decidere della distribuzione dei profughi in arrivo nei comuni senza tener conto del numero di profughi già accolti ed della percentuale di extracomunitari residenti.

Invece si sente parlare solo di distribuzione in base alla popolazione del comune.

Quasi ogni giorno si susseguono notizie sull’arrivo dei profughi nel comprensorio del cuoio, con cifre altalenanti, smentite e ritrattazioni.

Nel comprensorio del cuoio, ci sono le alte percentuali e densità di stranieri residenti rispetto alla media regionale e provinciale.

In particolare, i dati riportano il 21,9% di stranieri nel comune di Santa Croce e 12,6% nel comune di Castelfranco di Sotto contro una media di 8,5% nella provincia di Pisa.

Negli anni passati, l’abbondante offerta lavorativa ha richiamato nel territorio molti stranieri in cerca di lavoro.

L’attuale crisi economica ha però fortemente colpito la popolazione locale e soprattutto i nuovi arrivati, che impegnano gran parte della spesa sociale dei bilanci dei comuni.

In più, i nuovi residenti, alla ricerca di abitazioni a basso costo, si sono concentrati soprattutto in certi quartieri come i centri storici dei nostri paesi, innescando una spirare viziosa di svalutazione degli immobili.

Alcuni centri storici sono quindi diventati ghetti abitativi, con tensioni crescenti dovute alla vicinanza di tante popolazioni culturalmente molto diverse tra loro. Gli episodi di violenza e di intolleranza tra le varie popolazioni sono sempre più numerosi.

La gestione di nuovi arrivi, in questo territorio potrebbe essere più problematica che in altri.

Nuove ondate migratorie potrebbero aggravare la già critica situazione demografica, di un territorio fortemente a rischio sociale.

Le alte percentuali di stranieri presenti, limitano le capacità di accoglienza territoriale.

Proponiamo che queste considerazioni siano un parametro vincolante nella pianificazione provinciale e regionale dei nuovi arrivi insieme alla dimensione comunale al tavolo di concertazione tra amministrazioni locali e prefettura.

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