La legge della frontiera

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Dopo la vicenda dell’Hotel Cristallo di Santa Croce, sembra che anche alcuni immobili in Via del Callone a Castelfranco di Sotto di proprietà della provincia, saranno ristrutturati per essere messi a disposizione dei rifugiati in arrivo. Nei comuni della provincia di Pisa, molte altre strutture sono già utilizzate come a San Frediano a Settimo, Cascina e San Romano, Montopoli, e altre sono in predisposizione.Sembra che l’accoglienza ai rifugiati sarà il business in sviluppo in Toscana per il 2015, con conseguente aumento di problemi di integrazione.

Dopo quasi sei anni di recessione economica non sarà facile riuscire ad inserire il gran numero di ospiti poveri e non lavoranti nella realtà del territorio.Ovviamente la complessità del problema richiede soluzioni più ampie di quelle regionali o nazionali, occorre lavorare su scala europea e extraeuropea. Dopo il Patto di Dublino, detto anche legge della frontiera, è il paese di arrivo che deve occuparsi del profugo o richiedente asilo, tra cui predisporre i documenti e mantenerlo.Questo è il principale motivo per cui è l’Italia a gestire i migliaia di arrivi annuali: centri che scoppiano e rifugiati trattati come pacchi da spedire qua e là. L’unica soluzione efficace è la modifica, o superamento del patto, distribuendo i rifugiati su tutto il territorio europeo. Questo è quello che chiede il movimento cinque stelle in parlamento italiano e nel parlamento europeo.

C’è da chiedersi perché i governi europei lo anno ratificato e soprattutto perché il governo italiano e i parlamentari italiano lo hanno fatto!

Chi adesso parla di usare le ruspe, di trovare altre soluzioni, in quel momento ha approvato gli accordi e in questi anni non ha fatto nulla per cambiare la situazione. La risposta più semplice arriva se seguiamo i soldi, per la precisione, i 46 € al giorno, necessari al sostentamento dei profughi, stabiliti internazionalmente, e che ciascun stato europeo contribuisce a pagare al soggetto gestore degli stessi. Ecco che abbiamo un affare da circa 16 mila euro annue per persona!

I paesi d’oltralpe, mediamente più ricchi, sono stati ben lieti di pagarci per non essere disturbati dal problema, mentre in Italia c’era chi in questo problema ha visto la propria fortuna.

La politica da sempre gestisce i territori in modo centralistico: le città fanno da vetrina, trascurando le periferie produttive anche se importanti economicamente. Il comprensorio del cuoio, ne è un esempio: il partito di governo, nei giochi interni di potere, non ha alcun candidato a consigliere regionale che rappresenti questo territorio.

Il movimento cinque stelle, con un metodo di selezione democratico e gratuito, ha garantito anche una rappresentanza locale nelle candidature, Marco Bartalucci, ingegnere cresciuto a Ponte a Egola e residente a Castelfranco è il nostro candidato di zona. Questo perché riteniamo importante rappresentare in regione le esigenze e le realtà di tutti i territori toscani non solo quelli che vanno in cartolina. In questo territorio ci sono le percentuali di residenti straniere più elevate della Toscana. Negli anni passati, gli immigrati sono arrivati attratti dall’abbondante offerta lavorativa. Adesso la crisi economica ha fortemente colpito la popolazione locale e soprattutto i nuovi arrivati, che impegnano gran parte della spesa sociale del bilancio dei comuni. Alcuni centri storici sono diventati ghetti abitativi a basso costo, con tensioni crescenti dovute alla vicinanza di tante popolazioni culturalmente molto diverse tra loro.

Ecco perché sarebbe importante non aggravare ulteriormente la situazione demografica con nuove ondate migratorie. La gestione di nuovi arrivi, in questo territorio potrebbe essere più problematica che in altri: le alte percentuali di stranieri presenti, limitano le capacità di accoglienza territoriale. Queste considerazioni dovrebbero essere un parametro vincolante nella pianificazione provinciale e regionale.

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