Chi nasce tondo non può morire quadrato

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PISCINA

È un vecchio proverbio, venutoci in mente pensando alla “nostra” piscina comunale.

Quella struttura era infatti nata solo per l’utilizzo estivo e dopo qualche anno, è stata dotata di copertura rimovibile per l’utilizzo anche nei mesi invernali. Il pallone gonfiabile utilizzato non ci è mai “piaciuto” per molti motivi e non a caso, sembra, che nessuna compagnia assicurativa voglia coprire quel tipo di struttura.

Nel 2010 la copertura è stata distrutta da una nevicata: il suo rifacimento è costato ben 40.000 euro ai cittadini del comune. Adesso a distanza di 5 anni è stata nuovamente distrutta, spazzata via dal vento.

Che facciamo? Vogliamo pagare ancora per il suo rifacimento? Questa volta, il costo dovrebbe ammontare a 50.000 euro più IVA.! Continuando con i proverbi, qui ci starebbe bene: “Errare è umano ma perseverare è diabolico”.

Cerchiamo di ragionare: è sensato continuare in una certa direzione per la terza volta, dopo che per ben due volte ci siamo trovati nei guai?Noi riteniamo che sarebbe un grosso errore costruire, nuovamente, una copertura di quel tipo. Vogliamo usare quella piscina in ogni stagione? Dotiamola di una copertura consona più robusta, più bella e magari meglio coibentata!

Ovviamente per certi interventi servono investimenti ma basta guardarsi in giro per trovare soluzioni alternative e migliorative. Inoltre, sommando tutti i soldi spesi in questi anni per la gestione della struttura gonfiabile e per i rifacimenti, si arriva ad una cifra enorme, sufficiente quasi a costruire una nuova piscina!

Non è possibile cambiare il passato ma, possiamo sollecitare scelte più intelligenti e lungimiranti per il futuro!

La soluzione migliore è attuare, con coraggio, cambiamenti strutturali e gestionali innovativi affidando la struttura ad una associazione o privato che se ne voglia far carico.

Per quanto ci è dato sapere, nessuno ha presentato proposte o richieste di affidamento e la gestione della struttura è affidata all’associazione che l’ha, di fatto, sempre gestita.

Quell’associazione (prima celata dietro una SRL UNI PERSONALE) ha realizzato la struttura grazie ad un finanziamento di oltre 800.000 euro avendo il comune come fideiussore. Il fallimento dalla società, ha costretto il comune, ad accollarsi il pagamento della cifra ancora non restituita pari a 400.000 euro.   Vergogna!

Il riferimento è ovviamente alla UISP della zona del cuoio.

Dopo tutto quello che è accaduto è contro di lei che, puntiamo il dito, chiedendo: di realizzare una copertura degna e duratura per la piscina in modo da ristabilire il proprio onore di fronte al Comune e ai Cittadini Castelfranchesi!

Tutto questo consentirebbe anche di riaprire la struttura, salvaguardando gli utenti e gli addetti all’impianto, che potrebbero perdere il lavoro, qualora la struttura venisse definitivamente chiusa, ed ai quali va la nostra solidarietà.

Coraggio UISP adesso tocca a voi: dimostrare cosa vuol dire essere sportivi!

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