Democrazia e pluralismo, la giunta ne sia garante

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Ed anche per noi è arrivata la prima volta.

Il primo consiglio Comunale da protagonisti, all’apposizione è vero, ma comunque chiamati a svolgere un ruolo istituzionale. La nostra sarà un’opposizione vigile, critica, dura ed intransigente quando occorrerà, tanto quanto saremo costruttivi, propositivi e sopratutto collaborativi per concorrere a migliorare questo comune. Tanta emozione, dovuta anche e sicuramente alla tensione accumulata in queste ultime settimane di lavoro. Un lavoro sul territorio capillare, come le formichine che giorno dopo giorno raggranellano qualche briciola in più: i banchetti, gli incontri con le persone. La famiglia e i figli scordati da un pezzo ma con un sogno che vorremmo veder realizzato per loro e ci adoperiamo affinchè un giorno possano perdonarci.

Ci sediamo ed inizia il Consiglio Comunale.

Ascoltiamo la voce del neo sindaco e nelle sue parole sentiamo una sicurezza che trova le sue radici nei numeri del voto che ha palesemente sancito la vittoria del PD. Non possiamo contestarlo, i numeri parlano chiaro, e sono indiscutibili, sono il primo partito e la legge gli garantisce la maggioranza dei seggi, anche se noi che stiamo all’opposizione, abbiamo la maggioranza dei voti validi, più del 50% sommando i tre schieramenti. Quello che invece ci fa pensare e riflettere, e lo si denota sempre di più nel suo discorso, è la legittimazione universale che il successo elettorale sembra aver conferito a questa giunta. Tutti noi abbiamo la stessa sensazione, e il nostro pensiero va subito al vero valore della democrazia, o meglio del pluralismo (democrazia è troppo generico e si potrebbe rincorrere nell’emblematico “eh ma… il PD ha preso un sacco di voti, più democrazia di questa…). Pensare che chi vince le elezioni ha carta bianca su tutto, vuol dire avere una visione distorta di come si governa un paese democraticamente. Governare significa tutelarne anche le minoranze, consentendo così il rispetto della democrazia rappresentativa, nel suo pluralismo. Dire che i cittadini conoscevano il programma e questo è stato legittimato con il voto è un’assoluta forzatura. C’è qualcosa di più di un plebiscito: il rispetto della democrazia rappresentativa.

Deve essere chiaro il concetto che una vera democrazia non è la democrazia imposta dalla maggioranza, bensi la democrazia della partecipazione e, quindi, anche della minoranza.

Questi erano i pensieri di tutti noi, le prime impressioni a caldo avute durante il nostro primo consiglio comunale.

Ne parliamo.. abbiamo tutti le stesse impressioni, ma siamo tutti dei semplici cittadini, con tanta voglia di migliorare questo paese; non siamo politici di professione, non siamo professoroni…anche se i nostri primi pensieri ci portano a queste valutazioni.

Ci viene in mente di avere letto un’intervista fatta a Stefano Rodotà, pubblicata su Il fatto Quotidiano del 30/05/2014 che rimprovera e contesta a Renzi di fatto le stesse cose che noi abbiamo riscontrato durante il nostro consiglio comunale: “Temo che Renzi abbia già introiettato l’idea di una democrazia d’investitura”. “ Quante volte abbiamo contestato la lettura del voto-lavacro a Berlusconi?

E’ per questo, che forti dell’appoggio di un “professorone” come Rodotà chiediamo alla nostra giunta Comunale che garantisca il pluralismo e tuteli tutte le minoranze; base questa, per un governo democratico e pluralista quale speriamo voglia attuare la neo giunta comunale.

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