Disatteso l’impegno dell’ass. Anna Rita Bramerini sulla trasparenza del Tubone

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Le scriviamo la presente in relazione al convegno organizzato dall’associazione Laboratorio Valdarno, inerente lo stato di attuazione del cosiddetto “TUBONE”, tenutosi il 4 febbraio scorso a Santa Croce sull’Arno presso il Museo della Conceria. In quell’occasione lei partecipò assolvendo alla sua figura istituzionale, al fianco del dott. Alessandro Mazzei (AIT), del dott. Giuseppe Sardu (Acque Spa) e di altri relatori, intervenuti in rappresentanza di amministrazioni, enti o società che partecipano in maniera attiva alla realizzazione del detto progetto.  

L’unico intervento che fu mosso dagli astanti in quella sede fu quello di un nostro portavoce, il quale (pur condividendo la validità degli obiettivi “teorici” espressi nell’ultimo accordo di programma)  le manifestò varie e fondate perplessità emerse dallo studio di questa grande opera, da parte del nostro gruppo, composto di circa 50 esperti dalle varie competenze. Il comune denominatore delle varie perplessità evidenziate è senza dubbio la scarsa trasparenza con il quale questo progetto è stato sviluppato negli anni; e la mancanza di elaborati ufficiali a disposizione dei privati cittadini, che a nostro avviso hanno il sacrosanto diritto di essere informati in maniera compiuta sui fatti che li  riguardano direttamente. Tanto più quando si mette a rischio, come in questo caso, la tutela ambientale del territorio dove essi vivono.    

Al fine di ravvivarle la memoria ci permettiamo di ribadire qui di seguito le criticità evidenziate dal nostro “tavolo di studio”:

 mancanza di divulgazione on-line dell’accordo di programma e degli elaborati che lo compongono;

– mancanza della pubblicazione on-line degli studi, o almeno di una relazione sintetica, che dimostri ed illustri le soluzioni alternative, che auspicabilmente furono scartate al tempo, prima di redigere il complesso progetto del cosiddetto “Tubone”, e le motivazioni delle scelte, alcune apparentemente insensate;

– mancanza di un garante della comunicazione al quale potersi rivolgere per reperire tutti i progetti esecutivi, per visionare gli appalti che già sono stati assegnati e quelli che lo saranno, per verificare lo stato avanzamento dei lavori, dei cronoprogrammi, ecc; in sostanza lamentiamo la mancanza di una figura che sia garante della trasparenza di questa grande opera, al fine di evitare vicende di sperpero e corruzione, che purtroppo in assenza di controlli si ripetono sistematicamente in queste tipologie di grandi opere, EXPO MILANO 2015 DOCET;

– mancanza di costi certi e certificati (nonostante si parli di oltre 200 milioni di euro da spendere, circolano solo preventivi effettuati per lo più basati su progetti preliminari) oltretutto nell’incontro tenuto a Santa Croce sull’Arno citato in premessa, gli stessi attori dell’Autorità Idrica Toscana e Acque SPA, confermavano che ad oggi non c’era la copertura economica dell’opera e  rimandavano come soluzione, alla nuova tariffazione prevista dall’AIT, il che significa a nostro avviso una cosa sola: che i cittadini pagheranno in bolletta i costi dell’investimento, senza rendicontazione specifica e senza possibilità di opporsi!

superficialità inerente le salvaguardia dell’ecosistema del “Padule di Fucecchio”; le misure di mitigazione da adottare per ridurre l’impatto dell’opera, quelle per la salvaguardia floro-faunistica nonché le misure di conservazione delle caratteristiche geomorfologiche di questa area sensibile, espresse nell’allegato n°6 dell’accordo di programma , a nostro avviso risultano “preoccupanti” e deficitarie in molti punti e sotto molteplici aspetti;

– come conseguenza del punto di cui sopra, ravvisiamo la mancanza della pubblicazione e la verifica dell’idoneità del progetto esecutivo che dovrebbe essere realizzato dall’Ex Consorzio di Bonifica del Padule di Fucecchio (confluito nel Consorzio Basso Valdarno – 4), per ottemperare alle indicazioni dell’allegato n°6;

– valutazione integrata dell’impatto ambientale sui tre comuni che accoglieranno i reflui da depurare, e dovranno smaltire, i relativi fanghi di resulta, con particolare riferimento al comune di Santa Croce, dove i fanghi andranno sicuramente ad incrementare la produzione dell’impianto di termovalorizzazione dell’Ecoespanso;

– inidoneità del sito prescelto dal Comune di Ponte Buggianese, per la costruzione del nuovo depuratore, in quanto principalmente, è stato previsto la sua costruzione in un area soggetta ad accertati e frequenti allagamenti nel periodo invernale, come dimostratogli con una documentazione fotografica in quel di Santa Croce;

– pubblicazione e certificazione quindi dei reali costi a carico dei cittadini.

Sempre gentilmente, vorremmo ricordarle che lei stessa, in occasione del convegno tenutosi appunto a Santa Croce sull’Arno, evitando di rispondere a quanto sopra evidenziato, si assunse tuttavia l’impegno di far pubblicare almeno sul sito web della Regione Toscana, in maniera chiara e rintracciabile, tutto l’accordo di programma. Mesi dopo in occasione della sua visita tenutasi il 25 Marzo a San Miniato presso la Cuoiodepur Spa, per presenziare ad un’iniziativa analoga a quella citata, le fu fatto presente, sempre da un nostro portavoce del M5S, che la sua promessa fatta a Santa Croce era rimasta disattesa; ed a tutta risposta  nuovamente lei  si prese l’impegno solenne di ottemperarvi!

A questo punto… a meno di una nostra svista… le facciamo garbatamente presente che stiamo ancora attendendo che lei rispetti la promessa data.

In ogni caso, alla luce di quanto sopra esposto e considerato, con la presente siamo a richiederle un appuntamento ufficiale, per confrontarci apertamente con lei sulla necessità di maggiore correttezza verso i cittadini, sulle criticità sopraesposte e soprattutto per avere rassicurazioni sulla nostra principale preoccupazione, cioè la maggiore attenzione possibile alla salvaguardia ambientale, che questo progetto ci pare trascurare in maniera pericolosissima.

 

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