Le motivazioni della Colpevolezza dell’Amministrazione

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GACI

Magari fossero solo colpevoli silenzi!!

Rispondiamo al Vicesindaco, facente funzioni di Sindaco, Gabriele Toti.
Infatti, quest’ultimo dice di non comprendere a quali “colpevoli silenzi” ci riferivamo nella nostra precedente lettera di ringraziamento, così ci sembra doveroso spiegarglieli.
Burocraticamente la storia del Pirogassificatore è iniziata il 30 marzo 2010 quando la società ha depositato il progetto preliminare dell’impianto, però l’amministrazione comunale non ha informato la popolazione del fatto.
A nostro avviso un amministrazione comunale, quando si trova davanti alla proposta di un simile impianto dovrebbe informare immediatamente la cittadinanza, facendo, ad esempio, comunicati stampa o assemblee pubbliche.
E tutto ciò anche se l’amministrazione fosse favorevole all’impianto.
È un diritto del cittadino sapere cosa sta succedendo sul proprio territorio!!

In realtà, pensiamo che l’amministrazione all’inizio fosse favorevole all’impianto.
Infatti, sembrerebbe che il 23 settembre 2009 Waste ed Nse Industry abbiano fatto un incontro in comune e, sopratutto, che il 24 marzo 2010 (una settimana prima della presentazione della richiesta di autorizzazione) Waste, Nse e la società Steam (la società che ha fatto la relazione ambientale sul progetto preliminare dell’impianto) abbiano fatto un altro incontro in comune per la “presentazione informale” dell’impianto, a cui sembra che fosse presente anche l’assessore Pardossi.
In tutto quel tempo l’amministrazione comunale non ha trovato cinque minuti per informare la popolazione??
Non solo, visto che il progetto era stato pubblicato solo come “ristrutturazione produttiva ed energetica” e non come “impianto di incenerimento di rifiuti speciali o pericolosi” era ancora più importante informare la cittadinanza.
Oltretutto, una volta finita la verifica di assoggettabilità a VIA lo stesso Comune poteva impugnare il risultato finale per vie giudiziarie, invece di far spendere decine di migliaia di euro per un percorso partecipativo che alla fine non è servito a niente.

Ed è per tutto ciò che abbiamo avanzato la nostra proposta per pubblicizzare maggiormente certe procedure amministrative.
Per fare in modo che una cosa simile non possa succedere più, indipendentemente da chi governa.

Poi dobbiamo sfortunatamente gridare “magari fossero solo colpevoli silenzi!!”
Infatti, se leggiamo la sentenza del Consiglio di Stato notiamo come sulla conformità urbanistica i giudici sembrano quasi “burlarsi” del Comune.
Infatti, a pag. 38 – 39 della sentenza si legge che: “In disparte la posizione di favore del legislatore per gli impianti di smaltimento, sì da attribuire all’approvazione del progetto valenza – ove occorra – anche di variante allo strumento urbanistico e dichiarazione di pubblica utilità, urgenza ed indifferibilità dei lavori, lo stesso Comune si era espresso in favore del progetto dal punto di vista urbanistico con atto prot. 11843 del 15 giugno 2010, che non risulta sia stato annullato o revocato [!!]”.
Cioè, i giudici sembrerebbero quasi voler dire che la conformità urbanistica forse non sarebbe stata sufficiente a bloccare l’impianto, ma siccome (da quasi 4 anni (!!)) il Comune ha emesso una dichiarazione di conformità che non ha provveduto ad annullare o revocare, come fa a contestare in giudizio la dichiarazione stessa??
Non solo, nel documento a cui si riferiscono i giudici del Consiglio di Stato si dichiara la conformità urbanistica dell’impianto sostenendo che il regolamento urbanistico ammetterebbero nella zona dell’impianto attività “altamente tecnologiche”, ma da un verifica svolta nel regolamento urbanistico sembrerebbe invece ammesse attività “altamente tecnologiche non inquinanti”.
Nel parere del Comune non si farebbe menzione dell’aggettivo “non inquinante”, fatto di cui era a conoscenza lo stesso Presidente Enrico Rossi in persona (!!).
Così, la nostra candidata, Cristina De Monte, a nome del nostro movimento, ma anche dei cittadini di Castelfranco, ha richiesto che al Toti di chiarire la situazione entro 7 giorni (!!), facendo tre domande precise ed a cui deve essere data risposta!!
In particolare ha chiesto:

“Se [la suddetta] dichiarazione, a suo avviso, è pienamente regolare e corrispondente a verità?; Perché a distanza di quasi quattro anni codesta amministrazione non ha provveduto a revocare o annullare il suddetto parere??;

Se è intenzione di Codesto Vicesindaco provvedere all’annullamento o revoca??”

In relazione poi agli eventuali controlli da fare sull’impianto, oramai autorizzato noi, proponiamo controlli più stretti e severi, la monitorizzazione in continuo e la pubblicazione dei dati, eventualmente da porre in essere anche da parte di enti terzi; ma anche e sopratutto la installazione di una centralina di controllo da porre in una zona da stabilire con esperti indipendenti, non dall’Arpat, e sotto il controllo del Comune, non dell’Arpat.

Infine, senza voler offendere nessun, ma fanno veramente sorridere le affermazioni del Toti in cui si dice che l’amministrazione comunale non farà sconti a nessuno sulla salute, forse avrebbe fatto meglio a non fare i saldi prima!!

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Sentenza Consiglio di Stato pirogassificatore Castelfranco Waste Recycling

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lettera chiarimenti

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