IL COMPRENSORIO DEL CUOIO SEMPRE PIU’ TERRA DI CAMORRA.

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Non bastavano le notizie dei mesi scorsi sui traffici illeciti dei rifiuti gestiti dalla camorra, rese note dopo la desecratazione delle confessioni del boss dei Casalesi, Carmine Schiavone, e che vedevano coinvolte in primo piano anche realtà produttive nostrane.

Adesso, a Castelfranco di Sotto, si indaga anche per speculazione edilizia sempre a opera  di un clan camorristico operante anche nel territorio della Provincia di Pisa.

In particolare, le notizie di questi giorni parlano di un maxisequestro per circa 40 Milioni di Euro di beni facenti capo a una coppia di fratelli, i Mastrominico, imprenditori edili di San Cipriano D’Aversa, sospettati di appartenere allo stesso clan nelle fila della famiglia Iovine.  Fra i beni sequestrati vi sono diversi terreni agricoli proprio a Castelfranco di Sotto appartenenti a una società edile riconducibile ai due fratelli in questione.

Ovviamente, sono fatti che dovranno essere verificati nelle opportune sedi giudiziarie, ma se confermati, sarebbero sintomo di un pericoloso asse, o di ancora più gravi connivenze.

Il fulcro della nostra preoccupazione deriva da una frase dell’articolo che riportiamo: “L’idea dei Mastrominico sarebbe stata quella di spingere nel medio – lungo periodo ad ottenere un cambio di destinazione d’uso e trasformarli in edificabili

Ci chiediamo: perché proprio nel nostro comune? E con quali speranze, simili personaggi credevano di poter realizzare un simile progetto? Il traffico illecito dei rifiuti può aver contribuito a creare una rete di connivenze che spazzi anche in settori malavitosi diversi?

Questi sono gli interrogativi che ci balzano alla mente e ci spingono a diffondere la notizia, come un campanello di allarme.

Noi che da sempre lottiamo per una gestione del territorio più prudente, frenando la corsa alla cementificazione degli anni passati ed i cui danni sono visibili a tutti. Purtroppo di questi argomenti ci si occupa solo quando avvengono disastri o si sfiorano tragedie.

Invece, si dovrebbe partire da qui: impedire che la nostra terra sia un terreno fertile per i grandi gruppi di affari, provenienti magari da fuori regione, di cui non se ne conoscono i veri interessi e promuovere l’imprenditoria sana, virtuosa, di cui sia ben chiara l’estraneità a certe connivenze politico-affaristiche.

Ci rivolgiamo pertanto a chi ha adesso (o avrà in futuro) il compito della gestione del territorio del Comprensorio, perché non abbassi la guardia su tali questioni, il pericolo che corriamo è troppo grande. Per rendersene conto basta guardare cosa è successo ai fertili territori campani di cui adesso non possiamo più fidarci a comprare i prodotti, le aziende agricole scompaiono e gli abitanti muoiono di tumori come in un’epidemia.

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