LETTERA APERTA AL DIRETTORE GENERALE DI ARPAT GIOVANNI BARCA

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“Apprendiamo dai giornali delle ultime affermazioni dell’Arpat sul Pirogassificatore di Castelfranco in cui il suddetto ente sostiene che “….al momento non è stato possibile effettuare alcuna misura emissiva…” e che sopratutto lo stesso ente ha sostenuto che “ …Questa impossibilità di rilevare dati sulle emissioni in atmosfera è stata determinata dai problemi di messa a punto dell’impianto da parte della ditta, che ancora non sono stati del tutto risolti.”

Viste queste affermazioni ci chiediamo come l’Arpat possa sostenere, di fatto, questo impianto. Infatti, vogliamo ricordare come sembra che S.V. Ill.ma abbia firmato un atto per permettere l’impugnazione della sentenza del Tar Toscana che annullava l’autorizzazione rilasciata.
Viste tutte queste premesse ora ci chiediamo cosa farà Arpat all’udienza del 27 agosto, quando verrà deciso sulla prosecuzione o meno del collaudo?

Infatti, ricordiamo come l’Arpat sia un ente imparziale e non sappiamo ancora, ad oggi, se presenzierà alla suddetta udienza e sopratutto se sarà favorevole o meno alla proroga del collaudo?

Non solo, continuiamo a non comprendere come Arpat posso avvalersi ancora dell’Avvocatura regionale vista la posizione di pieno appoggio all’impianto tenuto dalla Regione Toscana, così non sarebbe forse più opportuno avvalersi di un altro legale.
E non pensiamo che si possa essere risposto che l’Arpat debba per forza avvalersi dell’Avvocatura anche, perché scorrendo semplicemente l’albo pretorio di Codesto vediamo come essa si avvalga anche di altri legali”.

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