I rifiuti e le buone pratiche: Il mondo che vorrei, con Alessio Ciacci

Vota

Io, Davide e Luca ci siamo trovati a Castelfranco e  insieme ci siamo diretti a Capannori  preparando le domande da rivolgere a Alessio Ciacci (assessore all’ambiente del comune di Capannori dal 2007 al 2013).

Il viaggio è volato. Al nostro arrivo ci siamo uniti ai ragazzi di Santa Maria a Monte.

Il locale dove dovevamo incontrarci  era chiuso e di Alessio Ciacci nessuna traccia.

Caldo afoso nella zona industriale già alle 9.30 del mattino.

Una telefonata ci rassicura: Alessio arriva in pochi minuti. Nel frattempo andiamo a sistemarci  sul retro del locale, che è di proprietà di una sua amica.

Sparecchiamo i tavoli dalle birre della sera prima, riuniamo le sedie e si comincia!
Alessio ci racconta prima un po’ di sé: è un trentenne estremamente semplice ed alla mano e allo stesso tempo convincente e preparato.

Ci racconta dei suoi inizi come politico e ambientalista, del social forum di Genova, delle battaglie per l’acqua pubblica …e poi dell’impegno nel comune di Capannori dal 2007.

E’ fiero (e come dargli torto) quando ci racconta del lavoro fatto:

  • Capannori primo comune italiano a fare il “porta a porta”;
  • Capannori pioniere per la strategia rifiuti zero;
  • Capannori esempio di partecipazione popolare;
  • Capannori che oggi è preso a modello in Italia e nel mondo.
    http://www.comune.capannori.lu.it/node/3507

Alessio poi prova a illustrarci per sommi capi, la strategia Rifiuti zero, coi dieci punti che vi riporto qui sotto, ma non ce la farà a terminare i ragionamenti, perché tutti siamo molto interessati e fioccano le domande dalle questioni da chiarire in merito alla politica regionale e locale agli approfondimenti tecnici, si discute, si divaga e perché no, a volte si ride e si scherza pure.

Dieci passi verso Rifiuti Zero:

  1. Separazione alla fonte: organizzare la raccolta differenziata. La gestione dei rifiuti non e’ un problema tecnologico, ma organizzativo, dove il valore aggiunto non e’ quindi la tecnologia, ma il coinvolgimento della comunità chiamata a collaborare in un passaggio chiave per attuare la sostenibilità ambientale.
  2. Raccolta “porta a porta”organizzare una raccolta differenziata “porta a porta”, che appare l’unico sistema efficace di RD in grado di raggiungere in poco tempo e su larga scala quote percentuali superiori al 70%. Quattro contenitori per organico, carta, multi materiale e residuo, il cui ritiro e’ previsto secondo un calendario settimanale prestabilito.
  3. Compostaggio: realizzazione di un impianto di compostaggio da prevedere prevalentemente in aree rurali e quindi vicine ai luoghi di utilizzo da parte degli agricoltori.
  4. Riciclaggiorealizzazione di piattaforme impiantistiche per il riciclaggio e il recupero dei materiali, finalizzato al reinserimento nella filiera produttiva.
  5. Riduzione dei rifiutidiffusione del compostaggio domestico, sostituzione delle stoviglie e bottiglie in plastica, utilizzo dell’acqua del rubinetto (più sana e controllata di quella in bottiglia), utilizzo dei pannolini lavabili, acquisto alla spina di latte, bevande, detergenti, prodotti alimentari, sostituzione degli shoppers in plastica con sporte riutilizzabili.
  6. Riuso e riparazionerealizzazione di centri per la riparazione, il riuso e la decostruzione degli edifici, in cui beni durevoli, mobili, vestiti, infissi, sanitari, elettrodomestici, vengono riparati, riutilizzati e venduti. Questa tipologia di materiali, che costituisce circa il 3% del totale degli scarti, riveste però un grande valore economico, che può arricchire le imprese locali, con un’ottima resa occupazionale dimostrata da molte esperienze in Nord America e in Australia.
  7. Tariffazione puntuale: introduzione di sistemi di tariffazione che facciano pagare le utenze sulla base della produzione effettiva di rifiuti non riciclabili da raccogliere. Questo meccanismo premia il comportamento virtuoso dei cittadini e li incoraggia ad acquisti più consapevoli.
  8. Recupero dei rifiutirealizzazione di un impianto di recupero e selezione dei rifiuti, in modo da recuperare altri materiali riciclabili sfuggiti alla RD, impedire che rifiuti tossici possano essere inviati nella discarica pubblica transitoria e stabilizzare la frazione organica residua.
  9. Centro di ricerca e riprogettazionechiusura del ciclo e analisi del residuo a valle di RD, recupero, riutilizzo, riparazione, riciclaggio, finalizzata alla riprogettazione industriale degli oggetti non riciclabili, e alla fornitura di un feedback alle imprese (realizzando la Responsabilità Estesa del Produttore) e alla promozione di buone pratiche di acquisto, produzione e consumo.
  10. Azzeramento rifiutiraggiungimento entro il 2020 dell’ azzeramento dei rifiuti, ricordando che la strategia Rifiuti Zero si situa oltre il riciclaggio. In questo modo Rifiuti Zero, innescato dal “trampolino” del porta a porta, diviene a sua volta “trampolino” per un vasto percorso di sostenibilità, che in modo concreto ci permette di mettere a segno scelte a difesa del pianeta.

Gli argomenti che trattiamo sono tutti interessanti e meriterebbero maggiore approfondimento: provo a riassumere i tasti principali che abbiamo toccato, almeno quelli “politically correct”.

Intanto Alessio sottolinea l’importanza come primo passo nella gestione dei rifiuti di eliminare i cassonetti, che di fatto impediscono il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata, (che era l’obiettivo di legge 31.12.2012, per cui si può dire che i cassonetti sono fuori legge). La raccolta differenziata non deve essere facoltativa.

Chi non ha raggiunto il 65% (come ad esempio Montopoli) paga l’ecotassa.  Da studiare e prendere a modello l’esempio del comune di ponte delle Alpi (Belluno): http://www.comune.pontenellealpi.bl.it/xhtml/urp/67-comunicatistampa/872-ponte-nelle-alpi-e-comune-riciclone-anche-per-lanno-2013.html

Ai nostri dubbi sull’effettiva sostenibilità economica del modello rifiuti zero, Alessio risponde che Capannori ha 47.000 abitanti per 160 kmq, spende 8.000.000,00 € euro/anno per tutto il servizio di gestione rifiuti, compreso lo “spazzamento”, tutto affidato all’Ascit spa, a capitale interamente pubblico. Il pareggio economico, dopo l’investimento iniziale, è stato raggiunto dopo quattro anni di servizio.

In questi anni, con il “porta a porta”, la tariffa non è mai aumentata e in più il sistema ha creato più di cinquanta posti di lavoro.

Per Alessio infatti, i soli fattori che impediscono ai Comuni di adottare il “porta a porta” e la strategia Rifiuti Zero sono la scarsa volontà politica, lo scarso impegno degli amministratori e il “contrasto tra interessi diversi”. Una questione delicata su cui ci siamo soffermati è l’accordo ANCI-CONAI, che si rinnova ogni tre anni, ora in contrattazione per il rinnovo, per l’ANCI il referente è stato ed è ancora BERNOCCHI , assessore di Prato. Per approfondire la questione: http://www.comunivirtuosi.org/video/rifiuti/rifiuti-news-dai-comuni-associati/il-grande-consenso-ricevuto-sulle-proposte-del-dossier-dimostrano-che-l-accordo-anci-conai-va-completamente-riscritto

Poi si parla di cifre: vediamo che fine fanno i “rifiuti” a Capannori.

CARTA: rimane a Capannori nelle cartiere, viene pagata in media 50euro/t
VETRO: di prima fascia, viene pagato37 euro/t
PLASTICA: di terza fascia, viene pagata 20/30 euro/t, poi dopo la separazione va all’asta
ALLUMINIO: va alle fonderie
TETRAPAK: ritorna tutto alla Lucart che ci fa fazzoletti ed ecoallene per scope ed arredo urbano
ORGANICO: l’impianto di compostaggio più vicino è a 20 km (Piteglio), con un costo di 90/100 euro/t.
INDIFFERENZIATO o meglio non riciclabile: 20% del totale, : costa 120/130 euro/t per conferimento a Rosignano (Livorno): destinazione decisa dal Piano Provinciale dei Rifiuti.

N.B. La raccolta separata di vetro, plastica, alluminio e tetrapak è una risorsa economica preziosa, mentre la raccolta del multimateriale risulta un costo per i Comuni (meditate, gente, meditate…)

Si parla inoltre delle centrali a biomasse e concordiamo che non è un processo sostenibile coltivare terreno per bruciare i raccolti ma  è un delitto energetico. Riguardo alla digestione anaerobica con recupero di metano, che si può usare per produrre energia oppure alimentare i mezzi di raccolta,  Alessio  ha un parere favorevole, in un ciclo integrato con compostaggio a valle.
A questo proposito è stato preparato a Capannori, in collaborazione con Enzo Favorino, della Scuola Agraria Parco di Monza, uno dei massimi esperti italiani in materia (http://www.monzaflora.it/it/left_gestione_sostenibile_rifiuti.php ), un progetto di digestore anaerobico da 13.000.000,00 €, al momento fermo per contrasti sulla localizzazione. Ci parla poi di un processo possibile, alternativo all’incenerimento, già adottato a Reggio Emilia convertendo l’inceneritore dismesso ed in progetto a Lucca: il trattamento meccanico biologico www.lafabbricadeimateriali.it
http://it.wikipedia.org/wiki/Trattamento_meccanico-biologico

Tra un argomento e l’altro si è fatto tardi.

Alcuni se ne vanno per precedenti impegni, noi altri “coraggiosi” andiamo a visitare il Centro di Riuso, in cui vengono “fermati” tutti i beni riutilizzabili conferiti dai cittadini prima di varcare la porta nell’Isola Ecologica, al di là della quale il bene diventa RIFIUTO.
Qui i volontari della Caritas classificano, riordinano, riparano i beni conferiti e li affidano poi alle persone bisognose.
Il modello preso ad esempio è quello di Goteborg http://zerowasteitaly.blogspot.it/2012/09/collaborazione-ecocentro-di-goteborg.html :

L’impressione, per me, è di ritrovarsi nel Paese delle Meraviglie (sarà l’innata passione delle donne per i banchini del mercato in cui frugare per trovare l’occasione “della vita”), comunque la riflessione spontanea è che tutte quelle cose sono recuperabili anche nei nostri Comuni e invece finiscono sicuramente tra i rifiuti, uno spreco insostenibile assolutamente da eliminare.

Infine, per concludere la mattinata, visitiamo un’altro esempio di buona pratica da esportare: il negozio “Effecorta”, che sta per “Filiera Corta”, che vende prodotti rigorosamente alla spina e sfusi, la cui provenienza è limitata ad un raggio di 70 km dal negozio.  Le addette del negozio ci raccontano volentieri delle loro attività e noi tutti altrettanto volentieri facciamo spesa, la tentazione del profumino dei biscotti al limone è troppo forte.

Io ho preso contatti per partecipare al prossimo seminario, in cui spiegano come è possibile avviare un’impresa del genere a chiunque sia interessato. Potrebbe tornare comodo. E sarebbe bello proporre un’iniziativa simile nel nostro Comprensorio.

Poi è ora di ripartire, torniamo a casa pieni di stimoli ma anche di altre questioni da approfondire, per cui niente è più vero e sincero dell’ARRIVEDERCI con cui Alessio Ciacci saluta tutti noi uno ad uno.
Mi rimane per tutto il giorno l’impressione di aver aperto per un momento il sipario del “mondo che vorrei”, siamo lontanissimi quaggiù, ma già dare un’occhiata mi ha dato la carica per cercare di arrivarci.

Erica

Gruppo lavoro rifiuti M5S Valdarno Inferiore

ercolini_capannori-490x326

al_cef_2013_rossano_ercolini_illustra_il_progetto_rifiuti_zero-2

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *