Arriva l’unione dei Comuni in stile PD

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Ieri  Giovedì 11 Luglio abbiamo partecipato ad un dibattito pubblico  tra i Sindaci del Comprensorio del Cuoio sull´”Unione dei Comuni del Valdarno Inferiore” tenutesi a Castelfranco di sotto.

Questo incontro ci risulta essere stato la prima assemblea pubblica fatta sul territorio  interessato.

Al dibattito hanno partecipato:

Osvaldo Ciaponi, Sindaco di Santacroce sull’Arno;

Vittorio Gabbanini, Sindaco di San Miniato;
Alessandra Vivaldi, Sindaco di Montopoli Valdarno;
Gabriele Toti, Vice-Sindaco di Castelfranco di Sotto;
Marco Savoia, Presidente Giovani Confindustria Pisa;
Domenico Contino, CGIL Valdarno Inferiore

 

Per la prima volta i quattro rappresentanti dei Comuni si sono confrontati  pubblicamente su un tema molto importante quale la riorganizzazione del governo del territorio.

Ebbene,  quello a cui abbiamo assistito  ci è sembrato un bel romanzo rosa messo in scena dai quattro sindaci coinvolti nel progetto che pareva essere tratto dalla collana Harmony: un bel racconto d’ amore e d’amicizia tra i protagonisti e senza alcun contraddittorio.

Un plauso però lo dobbiamo attribuire al presidente dell’Unione dei Giovani Industriali il quale ha cercato di riportare i nostri “Fantastici Quattro” con i piedi per terra ricordando loro quali sono i dati del mondo reale: attività che chiudono, la perdita di milioni di posti di lavoro, costi della manodopera non competitivi neppure all’interno dell’Unione Europea.

Vogliamo subito chiarire qual è la nostra posizione in merito per non essere considerati ancora una volta quelli a cui non va bene mai niente. Infatti non è che siamo contrari all’Unione o ad ogni forma di associazione a prescindere, ma vorremo che fosse una cosa costruita in armonia e con il massimo rispetto della democrazia con chi poi ne dovrà subire le conseguenze nei prossimi anni: ovvero i cittadini.

Con l’instaurazione di questo nuovo ente di 2° livello i Comuni stessi verranno svuotati della loro sovranità e con essa diminuirà la forza delle opposizioni, il potere politico si allontanerà dai cittadini i quali perderanno la possibilità di porre istanze e petizioni direttamente all’organo esecutivo  e non vogliamo immaginare cosa accadrebbe qualora una forza politica avversa dovesse conquistare uno dei comuni dell’Unione (S. Maria A Monte docet) !

A quanto emerso entro il prossimo mese di settembre i ca. 65.000 abitante del comprensorio si troveranno uniti in un “fidanzamento”  senza conoscere i pro ed i contro di tutto ciò. La cosa che fa riflettere è che nasce tutto in puro stile PD, nel più assoluto  riserbo infatti  si sono fatti il loro bel regolamento.

Tralasciando quali possano essere i vantaggi- non serve ricordarli per questo sono stati bravi da soli- abbiamo provato in qualche maniera  a far capire quali sono le criticità comprovate anche da esempi non troppo distanti da noi. Infatti  basti vedere, ciò che succede nella vicina Unione dei Comuni della Valdera anche nelle cronache di questi giorni.

Oltre alla già citata scelta non democratica che i cittadini dovranno subire in termini di sistema di governo da qui all’eternità, come prevede l’art.5 dell’atto costitutivo (fatto salvo il ripensamento di qualche attore che comunque  nell’eventualità accadesse non sarà così indolore), abbiamo chiesto di rendere pubblico un piano economico che di fatto questa operazione genererà.

Vogliamo sperare che esista questa sorta di “business plan” che  da una parte evidenzierebbe agli occhi di tutti i vantaggi concreti di tutta l’operazione dall’altra servirebbe per avere un riscontro reale ed una linea progressiva di verifica “in corso d’opera”.

Infine abbiamo  cercato di capire, così come previsto dalla L.R. 68/2011 e dal TUEL  se questa operazione è messa in atto con l’intento di arrivare nel tempo ad una sorta di Fusione che senza dubbio per molti aspetti, degli effettivi vantaggi li porterebbe in modo molto concreto, anche così per come è normata.

Detto ciò ci auguriamo che si apra un confronto con i cittadini al più presto  perché  ormai sembra che i “giochi” siano tutti fatti nel più tipico Italian style, secondo il quale le cose scomode vengono decise ad Agosto o per Natale; purtroppo a Castelfranco ne sappiamo qualcosa !!!

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