A Castelfranco la politica tocca il fondo

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Pirogassificatore: parola sconosciuta fino a pochi anni fa, ma entrata fin troppo bene nel nostro linguaggio grazie alla storia del pirogassificatore di Castelfranco di Sotto che merita di essere ricordata perché ha davvero dell’incredibile.

Qui a Castelfranco la politica ha toccato veramente il fondo, abbiamo un presidente di regione PD che lotta contro i cittadini allo stremo delle sue forze (con soldi pubblici) per vedere realizzato il pirogassificatore venduto da un’azienda in cui sono presenti esponenti del PD ed un’amministrazione anch’essa PD che dopo un processo partecipativo (finanziato con soldi pubblici) ha dovuto fare ricorso (sempre con soldi pubblici) contro un’autorizzazione rilasciata dalla Provincia PD in favore di un’azienda privata in cui ci sono esponenti del PD. Siamo allo sbando più completo.

L’amministrazione comunale avrebbe potuto, secondo noi, notificare subito la sentenza alla Waste Recycling in modo da darle solo 2 mesi di tempo (così è previsto dalla legge) per impugnare la sentenza.

Ovviamente sarebbe stata solo una bella figura e basta, perchè di fatto la rapidità con cui la Regione ha impugnato la sentenza del TAR al Consiglio di Stato avrebbe vanificato tutto ma almeno avrebbero dato un chiaro segnale che il Comune vuole con tutti i mezzi legali a sua disposizione bloccare l’impianto. Hanno perso un occasione d’oro.

Un’altra occasione il Comune l’ha persa non muovendosi con la dovuta energia quando quell’impianto è stato attivato a metano per portare in temperatura il refrattario, ma si sono nascosti dietro giustificazioni a nostro avviso di comodo, del loro studio legale.

Un altro esempio è come ha fatto il Comune di Castelfranco a dare la propria conformità urbanistica sulla zona dove doveva esser costruito l’impianto durante la verifica di assoggettabilità a VIA, se il regolamento urbanistico sembra ammettere solo attività “produttive ad alto contenuto tecnologico non inquinanti”?
Forse ci siamo dimenticati dell’aggettivo non inquinante? È rimasto nella penna di qualche dipendente comunale? Misteri della politica italiana??
Infatti dopo l’articolo molto duro in cui il Comune afferma che difenderanno le proprie ragioni del Tar, ci viene spontaneo pensare, ma se la pensate all’opposto del vostro Presiente cosa ci state a fare ancora nel PD?
Vogliamo inoltre invitarVi a fare una riflessione in merito alla risposta che ARPAT ha inviato ad un nostro cittadino con il quale richiedeva di prendere i giusti provvedimenti a fronte dell‘accensione dell’impianto avvenuta il 30/11/2012, sopratutto tenendo conto che il Consiglio di Stato ne aveva di inibito l’attivazione.
Infatti, le ordinanze che avevano deciso sull’impianto recitano: “… accoglie l’istanza cautelare in primo grado nella sola parte relativa all’attivazione dell’impianto di cui si tratta, escludendo l’effetto inibitorio del completamento della struttura …”
Questa invece la risposta scritta di arpat: “ …in pratica quindi l’impianto può essere attivato e quindi risultare “acceso”, ma con la limitazione stringente di non utilizzare rifiuti di varia natura , o biomasse…Inoltre all’ARPAT sembrano non sapere che bruciando metano si ha come risultato della comustione CO2 ed azotati e non “vapore acqueo”.
A voi le considerazioni, ma a noi pare che il Consiglio di Stato vieti l’attivazione dell’impianto in toto senza disquisizione alcuna né sul tipo di comburente (metano o rifiuti) né sulla causa (sperimentazione, test , collaudo o avvio ordinario).
Passiamo ora a Rossi…
Durante questi tre anni di lotta contro il pirogassificatore abbiamo più volte avuto modo di conoscere il parere che ha il nostro presidente sull’impianto e con lui molti esponenti del suo partito. Un parere difeso con le unghie e con i denti, tanto da far mettere in discussione la sua stessa imparzialità.

Adesso che il Tar ha annullato l’autorizzazione la Regione sta facendo appello, ma a nostro avviso, mentre l’azienda può impugnare ciò che gli pare, ci sembra scandaloso che siano Regione ed Arpat ad impugnarla, e chi chiediamo: con quale animo i cittadini si devono sentire tutelati da queste istituzioni?

Perchè la Regione spende soldi pubblici a favore di un solo privato in un momento così economicamente difficile?

Non sono state certo dimenticate le parole che il presidente Rossi ripeteva con convinzione, quasi come un mantra: “Se un imprenditore rispetta le regole per la Regione Toscana avrà i permessi”.

Peccato che se i permessi non sono in regola il TAR li annulla cioè :

se le leggi non vengono rispettate il Tar annulla le autorizzazioni!!

Ma allora, perchè continua a difendere il progetto?

Oltretutto, vogliamo ricordare al nostro Caro Presidente che, a suo tempo, ha fatto una conferenza stampa insieme ai vertici della NSE (azienda venditrice del pirogassificatore) in cui lavora un ex assessore regionale PD, evento senza dubbio da ricordare, perchè secondo noi ha oltrepassato il limite tra pubblico e privato.

Visto tutto questo accanimento terapeutico, come disse il Sindaco Marvogli nella lettera a Rossi il 20 aprile 2012, sorge spontaneo chiedersi  “quali interessi si celano dietro questo impianto”?

Purtroppo è grazie a questo tipo di politica sia di destra che di sinistra che in questi 20 anni l’Italia è scesa nel baratro. Questa è la gente che probabilmente governerà l’Italia nei prossimi 5 anni, quindi non credete che qualcosa potrà migliorare in futuro se continueranno a governare certi personaggi.

Purtroppo in questo periodo in Toscana sono molte le aziende abbandonate al suo triste destino, parliamo soprattutto di piccole e medie imprese e talvolta quelle di grosso calibro e di conseguenza molti dipendenti rischiano il loro posto di lavoro, allora ci chiediamo, perchè il nostro presidente Rossi non concede conferenze stampa per lanciarle ad una ad una come fece con L’NSE?

In Toscana ci sono forse aziende e lavoratori di serie A e di serie B?

 

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