Waste Recycling, riciclaggio o trovata pubblicitaria?

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Grillo-inceneritore

Eccoli là, ci sembrava strano che a pochi giorni dal giudizio del TAR i responsabili della Waste non si facessero vivi con una bella mossa pubblicitaria, se ne sentiva l’odore nell’aria, anzi se vogliamo ironizzare un po’, le maleodoranze.

Si vantano della loro attività di riciclaggio dei rifiuti…

Non siamo in grado di valutare, a nostro avviso, quanto ci sia di pubblicità e quanto di verità, ma noi gli auguriamo di intraprendere con forza e successo questa strada, per il bene di tutti e dell’occupazione. Perché è dal riciclaggio che si genera molta occupazione, non dal bruciare i rifiuti, tecnica molto antica e non moderna ed innovativa come qualcuno vuol darci ad intendere.

Infatti, già in antichità era abitudine bruciare i rifiuti, le carcasse di animali, i rifiuti di legno, ma a quel tempo, e sopratutto bruciando quelle sostanze, non c’era un rischio di produzione di diossina e polveri sottili con le conseguenti complicazioni per la salute umana.

Ma soprattutto vorremmo che il vicepresidente della Waste Signorini non venga a parlarci di politica che non fa passi avanti lamentandosi, di fatto, che la stessa non aiuta l’imprenditoria.

Infatti, gli dobbiamo ricordare che: sembrerebbe quasi che la legge regionale 35 sia stata modificata apposta per permettere alla Regione di intervenire nel procedimento amministrativo di autorizzazione dell’impianto, che la stessa Regione ha impugnato le ordinanze sospensive del TAR Toscana al Consiglio di Stato contro i Comuni ed i cittadini, che le suddette impugnazioni sono avvenute a spese dei contribuenti (mentre ai contribuenti stessi vengono ridotti i servizi ed aumentati i ticket sanitari) ed infine che la stessa Arpat, sempre a spese dei contribuenti, ha impugnato le suddette ordinanze.

Non solo, tutte le suddette amministrazioni hanno agito contro coloro che avevano osato opporsi ad un impianto pubblicizzato come ”innovativo”.

Una simile situazione, a nostro avviso, ha dell’incredibile in una democrazia “moderna”.

Ormai, a noi poveri cittadini non rimane altro che sperare nell’aiuto Divino ed in una magistratura illuminata che tuteli la salute pubblica.

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