Presenza di eternit in via Molino del Callone

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Il Movimento 5 Stelle di Castelfranco di Sotto e Santa Croce sull’Arno in questi giorni è impegnato nel segnalare alle autorità un nuovo problema di ordine ambientale, fonte di preoccupazione per la salute dei cittadini del nostro territorio. La questione questa volta riguarda la presenza di coperture di eternit, non correttamente smaltite e anzi in stato di totale abbandono ai lati di una strada di pubblico accesso. Nelle foto, ecco come appare la situazione vista dai bordi della strada.

Nella metà dello scorso mese di agosto, un incendio ha coinvolto un edificio per la produzione di mattoni da tempo in disuso ed abbandonato, sito lungo la strada del Molino del Callone a Castelfranco di sotto. L’incendio è stato domato da i vigili del fuoco ma è comunque ripreso il giorno seguente causando non pochi disagi agli abitanti della zona. Complessivamente, sono stati danneggiati in parte la struttura dell’edificio già apparentemente molto precaria e soprattutto la folta vegetazione che ricopriva la zona vicino allo stesso e presente anche dall’altra parte della strada lungo il greto del fiume Arno.

Adesso lungo la strada, è visibile ciò che prima le piante nascondevano a chiunque, ignaro, passava lungo la strada che costeggia il fiume  e che normalmente è utilizzata per tranquille passeggiate a piedi o in bicicletta. La zona sembra quasi come “una piccola discarica abusiva”, vi è del materiale laterizio inerte di vario genere e provenienza, ma soprattutto vi sono molteplici lastre rotte e visibilmente danneggiate, di un materiale che appare a tutti gli effetti costituito di amianto.

Contestualmente a questo comunicato, ci siamo mossi per una segnalazione alle autorità competenti del nostro territorio, perché verifichino la natura del materiale in oggetto e provvedano a far si che venga rimosso.

Nell’attesa del loro intervento e di una loro rassicurazione, la nostra preoccupazione è soprattutto quella di avvisare la popolazione di questa situazione di apparente pericolo, poiché purtroppo la zona non risulta né delimitata né vi sono a tutt’oggi indicazioni di precauzione: chiunque può accedervi e venire a contatto con la pericolose fibre di amianto. Tali fibre, intrappolate nell’eternit, possono fuoriuscire dalle fratture del materiale e dato che, sono estremamente volatili, si disperdono facilmente nell’aria. Ciascuna fibra di amianto è, infatti, oltre mille volte più sottile di un capello umano.

Ricordiamo quanto venire a contatto e respirare le fibre di amianto possa essere pericoloso per la salute dato che è un potente agente cancerogeno e non esiste una soglia di rischio al di sotto della quale la concentrazione di fibre di amianto nell’aria non sia pericolosa. Secondo l’AIRC, teoricamente l’inalazione anche di una sola fibra può causare il mesotelioma ed altre patologie mortali, tuttavia un’esposizione prolungata nel tempo o ad elevate quantità aumenta esponenzialmente le probabilità di contrarle.

Ricordiamo inoltre l’asbestosi è stata la prima malattia professionale amianto-correlata riconosciuta dall’INAIL; dal 1994 sono altresì indicate come tali  anche il mesotelioma (pleurico, pericardico peritoneale) ed il carcinoma polmonare.

La preoccupazione è molta dato che, non distanti ci sono numerose abitazioni, che comunque fanno parte di una zona centrale del capoluogo densamente trafficata e con anche attività commerciali e parchi gioco.

Ricordiamo, infine che, l’utilizzo dell’amianto è proibito  sull’intero territorio italiano da una legge del 1992 (Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto) e che le autorità sanitarie e locali, quali responsabili della vigilanza sulla salute pubblica, sono tenute a censire gli edifici e le strutture contenenti amianto.

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