Una mappatura ambientale

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SAM_0466 A seguito delle maleodoranze avvenute a Castelfranco di Sotto nella serata di mercoledì 20 Giugno scorso e confermate anche dall’ ARPAT, siamo a sollecitare ancora una volta chi di dovere a prendere provvedimenti al fine di debellare una volta per tutti questi fenomeni che si ripetono oramai troppo frequentemente (1).

Vogliamo dimostrare che non siamo solo critici ma anche propositivi, visto che la stessa ARPAT riconosce la: “…nota criticità della zona e le numerose segnalazioni dell’ultimo periodo…” proponiamo ufficialmente a tutti i Sindaci una mappatura ambientale puntuale di tutto il territorio del Comprensorio del Cuoio, così come fatta a San Romano e che, per motivi sconosciuti, non risulta ancora pubblicata (2).

Sapete tutti certamente meglio di noi l’importanza che questo tipo di indagine possa avere e che se al verificarsi di un evento come quello di cui sopra con poche rilevazioni fatte immediatamente si sarebbe risaliti in breve tempo alla fonte.

E’ chiaro per tutto questo serve solo la volontà; non certo un problema economico perché si sono spesi recentemente decine e decine di migliaia di euro per un processo partecipativo farsa.
Ci rivolgiamo In primis tra tutti il nostro presidente della Regione Enrico Rossi atteso ancora dai Castelfranchesi a quel famoso confronto pubblico annunciato mesi fa ed, ad oggi, non ancora avvenuto a causa dello stesso.
Vorremmo sapere da lui se pensa ancora che i cittadini che hanno avvertito quegli odori nauseabondi sono cittadini strumentalizzati??Come vorremmo sapere se chiunque sta provocando tutto questo siano imprenditori in regola?
Probabilmente il Sig. Rossi non ha tempo in questo momento visto che sembra impegnato a fare il decreto con il quale, sembra togliere di fatto, all’Assessorato all’Ambiente e riservare invece a se le competenze su VIA (valutazione d’impatto ambientale) e VAS (valutazione ambientale strategica), peraltro senza alcuna giustificata motivazione (3).
Vorremmo poi sapere cosa sta facendo il nostro comune in merito alla maleodoranze riscontrate. Infatti e ben noto che il Sindaco è il responsabile della condizione di salute della popolazione e del suo territorio.
Infine, l’ARPAT tenta di difendersi da alcune accuse che a ragione sono state rivolte loro invece di andare dritto al problema, assurdo nell’assurdo, sembra liquidare la questione dicendo che quando sono intervenuti hanno constatato la presenza degli odori ma che c’era il vento che spirando in un modo insolito, affermazione che può fare solo sorridere, ha influenzato il fenomeno e questo ha impedito di accertare l’origine delle maleodoranze, per cui i responsabili potevano essere una delle 500 aziende conciarie del comprensorio o una delle 80 aziende di prodotti chimici oppure una delle 3 discariche o ancora una delle 12 aziende di trattamento di residui di lavorazione oppure niente di tutto questo.
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